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L'inchiesta

Francavilla, pestaggio razziale di Mayky Sanchez: chiesti arresti domiciliari e obbligo di dimora per cinque giovani

Il pubblico ministero di Chieti ha formalizzato le richieste di misura cautelare

Francavilla, pestaggio razziale di Mayky Sanchez: chiesti arresti domiciliari e obbligo di dimora per cinque giovani
di Luca Di Renzo
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FRANCAVILLA. Chiesti arresti domiciliari e obbligo di dimora per cinque giovani per il pestaggio razziale di Mayky Sanchez a Francavilla al Mare dello scorso 4 settembre

Il pubblico ministero di Chieti Giuseppe Falasca ha formalizzato le richieste di misura cautelare per i cinque indagati, accusati di lesioni personali aggravate dall'odio razziale e dall'azione del branco.

A distanza di quasi un mese dal grave episodio di violenza che ha scosso la comunità locale, la Procura della Repubblica di Chieti ha compiuto un passo decisivo. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca ha richiesto l'applicazione di misure cautelari nei confronti dei cinque giovani già identificati dai Carabinieri che hanno condotto le indagini. Per uno degli indagati sono stati chiesti gli arresti domiciliari, mentre per i restanti quattro è stato avanzato l'obbligo di dimora.

L'inchiesta ruota attorno al pestaggio subito dal ventiseienne Mayky Sanchez, cuoco originario della Repubblica Dominicana e figlio di un imprenditore teatino, aggredito la notte dello scorso 4 settembre all'uscita del locale in cui lavorava a Francavilla al Mare.

La gravità dei fatti è fotografata dalle pesanti accuse formulate dalla magistratura: lesioni personali aggravate dall'odio razziale, dall'indebolimento permanente di un organo della vittima e dalle modalità d'azione tipiche del branco.

Nei giorni scorsi la vittima aveva espresso pubblicamente tutta la propria frustrazione per il fatto che gli aggressori fossero ancora liberi: "Questa è la cosa che mi dà più rabbia e più fastidio in assoluto perché vedo che comunque loro stanno in giro. Io sto a casa e non posso andare per Francavilla", aveva dichiarato con amarezza, ricordando i momenti drammatici di quella notte e i postumi fisici che lo costringono tuttora a sedute di riabilitazione dopo le cure prestate dai sanitari del 118.

Spetterà ora al giudice per le indagini preliminari Enrico Colagreco valutare gli elementi raccolti e stabilire la sussistenza del pericolo di reiterazione del reato, considerando che tutti i soggetti coinvolti risultano già noti alle forze dell'ordine per precedenti episodi di violenza. La decisione è attesa nel corso dei prossimi giorni.