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Il caso

Famiglia nel bosco, il sindaco di Palmoli: «7.500 euro al mese per ospitare bimbi e madre»

Masciulli: «Nessun progetto è stato presentato al Comune per ristrutturare il capanno»

Famiglia nel bosco, il sindaco di Palmoli: «7.500 euro al mese per ospitare bimbi e madre»
di Redazione Chieti
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CHIETI. «Nessun progetto è stato presentato al Comune per l'approvazione». Lo ha dichiarato oggi a LaPresse il sindaco di Palmoli, Giuseppe Rosario Masciulli, confermando che i lavori di ristrutturazione non sono ancora partiti nel capanno che in un bosco accoglieva Nathan Trevillon e Catherine Birmingham con i 3 figli, due gemelli di 6 e una bimba di 8 anni, che vivevano senza elettricità, senza servizi igienici e senza riscaldamento a metano o elettrico, e con una istruzione familiare fornita ai piccoli dalla madre.

Per queste ragioni è stata sospesa la responsabilità genitoriale alla coppia e il 20 novembre scorso i piccoli sono stati allontanati dai genitori, ospitati in una casa-famiglia a Vasto (Chieti). Ai genitori è stato chiesto, più volte, di adeguare l'abitazione in cui risiedevano nel bosco, ristrutturandola e soprattutto dotandola di servizi igienici. Intanto, la coppia vive in un casale fornito gratuitamente da un imprenditore di Ortona (Chieti).

 «Il Comune di Palmoli ha speso circa 7.500 euro al mese per l’ospitalità dei minori e della madre; costi finora coperti con contributi regionali. Palmoli conta 850 abitanti e qualora il collocamento in casa-famiglia si dovesse protrarre, ancora a lungo, il nostro Comune potrebbe trovarsi ad affrontare gravi problemi di natura finanziaria». Spiega ancora Giuseppe Rosario Masciulli. «La mancata presentazione di un progetto di ristrutturazione della prima residenza della famiglia anglo-australiana e l'intervento di recupero dell'immobile allungheranno i tempi del soggiorno dei piccoli nella struttura frentana per minori e preoccupa non poco l'amministratore locale che sta cercando delle soluzioni, ma per il momento «non si può fare nulla perché il collocamento è stato disposto dall'Autorità Giudiziaria e il Comune, per legge, è tenuto a ottemperare», ha concluso il primo cittadino.