Abruzzo Daily

Logo
Logo
Fa discutere

Famiglia nel bosco, Cantelmi denuncia: "Perizia inconsistente ed errori metodologici"

Lo psichiatra critica la valutazione del tribunale: "L'unica analisi attendibile è quella della Asl"

Tonino Cantelmi
Tonino Cantelmi
di Luca Di Renzo
3 MINUTI DI LETTURA

CHIETI. Nuovi sviluppi nel caso della cosiddetta "famiglia nel bosco", con il durissimo intervento dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei coniugi Trevallion. Secondo il noto professionista, la perizia che ha portato all'allontanamento dei tre figli dai genitori sarebbe caratterizzata da gravi errori metodologici e risulterebbe del tutto inconsistente. Cantelmi ha ribadito che l'unico documento clinico completo e scientificamente valido rimane quello redatto dalla Asl, che al contrario non aveva rilevato criticità tali da giustificare la separazione del nucleo familiare. La vicenda, che vede coinvolti i cittadini britannici Catherine e Nathan Trevallion, continua a scuotere l'opinione pubblica.

Le lacune della perizia secondo l'esperto

Lo psichiatra Tonino Cantelmi ha messo in discussione la solidità della valutazione su cui si poggia il decreto di affido dei minori ai servizi sociali. Secondo l'esperto, la consulenza tecnica utilizzata dal tribunale presenterebbe una fragilità strutturale, ignorando elementi clinici fondamentali e basandosi su presupposti errati. Cantelmi sottolinea come l'assenza di una metodologia rigorosa rischi di trasformare un intervento di protezione in un danno per i bambini, i quali sono stati strappati dal loro contesto di vita senza che fosse accertato un reale pericolo per la loro incolumità psichica o fisica.

Il ruolo della Asl e la salute dei minori

Un punto centrale della polemica riguarda la divergenza tra i consulenti nominati e i medici della Asl che hanno seguito la famiglia. Per Cantelmi, la valutazione dell'azienda sanitaria locale è l'unica ad essere stata condotta con continuità e approfondimento, concludendosi con un parere favorevole alla capacità genitoriale dei Trevallion. La difesa sostiene che i figli godessero di ottima salute e che la scelta di vivere nella natura, per quanto non convenzionale, non compromettesse il loro sviluppo, contrariamente a quanto sostenuto nelle relazioni dei servizi sociali.

Richiesta di revisione immediata del caso

Le dichiarazioni dello psichiatra rafforzano la battaglia della presidente della Commissione Infanzia, Michela Vittoria Brambilla, che chiede a gran voce la restituzione dei figli ai genitori. Alla luce di queste nuove critiche tecniche sulla perizia, la difesa ha intenzione di sollecitare una revisione dei provvedimenti presso la Corte d'Appello, puntando a dimostrare che l'allontanamento sia stato un errore basato su pregiudizi culturali piuttosto che su prove scientifiche. La priorità resta il benessere dei minori e il loro diritto fondamentale a crescere con la propria famiglia.

L'appello della presidente Commissione Infanzia

Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ha diffuso oggi 28 aprile, una dichiarazione per chiedere l'immediato ricongiungimento della famiglia, infatti. Nel suo intervento, l'onorevole Brambilla ha espresso una dura condanna verso le modalità con cui è stato eseguito il provvedimento. Secondo la presidente, il caso della famiglia Trevallion rappresenta un esempio di come il sistema possa fallire nel proteggere l'unità familiare. La deputata ha sottolineato che la povertà o uno stile di vita "alternativo" non dovrebbero mai essere motivi sufficienti per separare i bambini dai propri genitori, definendo l'azione dei servizi sociali come sproporzionata e traumatica.

L'appello di Brambilla non si limita al caso singolo, ma punta a una riforma strutturale. La richiesta al Governo è quella di accelerare l'iter per norme più stringenti che limitino la discrezionalità degli assistenti sociali e garantiscano il diritto del minore a crescere nella propria famiglia di origine. "I figli non si toccano se non c’è un abuso accertato", ha ribadito la presidente, promettendo di portare la battaglia della famiglia nel bosco fino ai massimi vertici istituzionali per ottenere giustizia e il ritorno dei piccoli a casa.