Fa discutere
Famiglia nel bosco, Cantelmi denuncia: "Perizia inconsistente ed errori metodologici"
di Luca Di Renzo

CHIETI. La Corte d'Assise di Chieti, presieduta dal giudice Guido Campli, ha condannato oggi, 28 aprile, Antonio Talone a 15 anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e abbandono di persone incapaci. L'uomo, 45 anni, è stato ritenuto responsabile di aver ridotto in condizioni di degrado assoluto l'anziano padre, la madre e la sorella disabile, sottraendo loro le pensioni di invalidità per acquistare sostanze stupefacenti. Le condotte vessatorie e l'incuria avrebbero contribuito al decesso della madre, una donna di 79 anni.
L'inchiesta
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Fabiana Rapino, ha portato alla luce uno scenario di sofferenza indicibile consumatosi all'interno delle mura domestiche. Nonostante i familiari beneficiassero di entrate mensili per circa tremila euro, vivevano tra cumuli di immondizia ed escrementi, con le utenze di acqua e luce staccate a causa della morosità. Secondo l'accusa, il denaro veniva sistematicamente prelevato da Talone il giorno stesso dell'accredito.
Durante l'udienza, l'imputato si è difeso sostenendo di non aver mai maltrattato i genitori, in particolare nell'ultimo periodo di vita della madre allettata. Tuttavia, le testimonianze e i rilievi effettuati dal Gav della Procura di Pescara nel 2021 hanno descritto una situazione definita "scandalosa".
Oltre alla pena detentiva, superiore ai 13 anni inizialmente richiesti dall'accusa, la Corte ha disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni alle parti civili. Antonio Talone è stato invece assolto dall'accusa di abbandono limitatamente alla figura del padre, poiché per quel profilo specifico il fatto non sussiste.
Particolarmente dure le parole del PM nella requisitoria, che ha sottolineato il fallimento della rete di protezione sociale: "In questo processo perdiamo tutti come collettività, perché lo Stato è arrivato troppo tardi e troppe persone hanno girato la faccia dall'altra parte". La difesa, rappresentata dall'avvocato Katia Ferri, aveva chiesto l'assoluzione, mentre le parti civili sono state assistite dal legale Alfredo Cappellacci.