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Inchiesta

Esplosione alla Arca Defense, oggi i funerali di Carlo Piscopo

L'autopsia conferma: una scheggia ha perforato il cuore. I risultati definitivi entro 60 giorni

Vigili del fuoco e forze dell'ordine nei pressi dello stabilimento
Vigili del fuoco e forze dell'ordine nei pressi dello stabilimento
di Tito Di Persio
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CASALBORDINO – La comunità di Casalbordino si prepara a dare l'ultimo saluto a Carlo Piscopo, il caporeparto della Arca Defense Italy morto nell'esplosione avvenuta nello stabilimento il 9 luglio scorso. I funerali saranno celebrati oggi alle ore 16.30 nella Basilica della Madonna dei Miracoli, in un clima di profondo dolore che coinvolge l'intero territorio.

Mentre la famiglia, gli amici e i colleghi si stringono nel ricordo del lavoratore, nella giornata di oggi emergono ulteriori dettagli sull'esame autoptico eseguito ieri all'obitorio dell'ospedale "Santissima Annunziata" di Chieti dal medico legale Pietro Falco, incaricato dalla Procura della Repubblica di Vasto.

L'autopsia, durata diverse ore, ha sostanzialmente confermato quanto emerso dalle prime indiscrezioni. Carlo Piscopo è morto a causa di una gravissima lesione al cuore provocata da una scheggia, un corpo estraneo scagliato con estrema violenza dalla deflagrazione della vasca contenente residui di materiale pirico che l'operaio stava movimentando. L'impatto ha provocato devastanti lesioni interne, risultate incompatibili con la vita.

Secondo gli specialisti, saranno comunque necessari ulteriori esami tecnici e di laboratorio per ricostruire con precisione la dinamica della lesione e tutti gli aspetti medico-legali del decesso. La relazione conclusiva del consulente della Procura sarà depositata entro sessanta giorni.

All'esame autoptico erano presenti anche i consulenti delle parti. Per la Procura l'incarico è stato affidato a Pietro Falco, mentre per la Arca Defense ha partecipato il medico legale Michelangelo Casalini. All'udienza per il conferimento dell'incarico erano presenti anche i difensori dei sei indagati e il legale della famiglia Piscopo, l'avvocato Pompeo Del Re.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, vede al momento sette indagati, tra cui sei persone fisiche appartenenti ai vertici aziendali e la stessa Arca Defense Italy. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono quelle di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili e garantire il pieno esercizio del diritto di difesa.

Gli investigatori stanno ricostruendo ogni fase delle operazioni svolte il giorno della tragedia, verificando il rispetto delle procedure di sicurezza, i protocolli adottati e le cause che hanno provocato la violenta esplosione. Lo stabilimento resta sotto sequestro mentre proseguono gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura.

Attraverso il proprio legale, la Arca Defense Italy ha ribadito la vicinanza alla famiglia di Carlo Piscopo, confermando la volontà dell'azienda di collaborare con la magistratura «con la massima trasparenza» affinché venga accertata ogni responsabilità e ricostruita l'esatta dinamica dei fatti.

Intanto a Casalbordino continua a crescere la richiesta di verità e di maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro. Domani, alle ore 18.45, nei locali dell'Oratorio di via del Forte, si terrà l'incontro pubblico dal titolo «Quanto vale una vita», promosso dal capogruppo di opposizione Giuseppe Vaccaro. All'iniziativa prenderanno parte anche alcuni familiari delle vittime delle esplosioni avvenute nello stabilimento negli ultimi anni. L'obiettivo è aprire un momento di confronto e riflessione dopo il settimo lavoratore morto in sei anni nello stabilimento dell'ex Sabino Esplodenti, una drammatica sequenza di incidenti che continua a scuotere l'intera comunità.