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Politica

Elezioni a Chieti: boom di preferenze per Liberato Aceto

I dati definitivi delle sezioni mancanti: cresce Di Paolo, ecco la mappa dei voti dei consiglieri

Liberato Aceto
Liberato Aceto
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Il completamento dello scrutinio a Chieti ha ridefinito il quadro politico locale. Il candidato consigliere Liberato Aceto, esponente di spicco della Lega, consolida definitivamente il suo primato assoluto in questa tornata elettorale. Con l'integrazione ufficiale dei dati delle ultime due sezioni mancanti nel comune teatino, Aceto incrementa il proprio bottino passando da 581 a 612 preferenze individuali. Si tratta dell'unico profilo capace di abbattere la barriera dei 600 voti personali nel consiglio comunale, una conferma spinta dal forte radicamento territoriale.

Il podio delle preferenze e il centrodestra

Alle spalle del capolista si attesta in seconda posizione Mattia Di Paolo, figura di riferimento di Forza Italia, che fa registrare una crescita significativa salendo da 514 a 537 preferenze complessive. Il terzo gradino del podio elettorale viene blindato da Giuseppe Giampietro per Fratelli d'Italia, il cui conteggio finale si attesta a 414 voti rispetto ai 396 iniziali. Nella stessa coalizione si segnala la performance di Maurizio Costa di Forza Italia, che avanza fino a quota 392 schede a favore.

I consensi nel centrosinistra e le quote rosa

Sul fronte opposto, Luigi Febo della lista Chieti per Chieti mantiene la leadership della coalizione di centrosinistra, salendo a quota 387 voti. Tra le fila di Fratelli d'Italia, Carla Di Biase tocca le 374 preferenze, confermandosi la donna più votata dell'intera competizione amministrativa. Ottimi riscontri emergono anche per il Partito Democratico, dove Chiara Zappalorto si attesta a 348 voti complessivi.

I movimenti interni alle liste e i sorpassi

Le variazioni finali includono l'ascesa di Luca Caratelli per la civica Sindaco Legnini, (322 preferenze) e di Manuel Pantalone del Polo Civico, che raggiunge i 326 consensi. L'integrazione delle preferenze non altera i macro-equilibri della massima assise cittadina, ma innesca una serie di sorpassi decisivi nelle classifiche interne dei singoli schieramenti, in particolare all'interno del Movimento 5 Stelle, ridefinendo l'attribuzione geografica e politica dei seggi.