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Dibattito su Lancianofiera, il sindaco Filippo Paolini va sotto in consiglio comunale

L’ordine del giorno presentato dall’opposizione votato anche dai consiglieri di maggioranza. Marongiu: «Condiviso anche il passaggio più politico»

Dibattito su Lancianofiera, il sindaco Filippo Paolini va sotto in consiglio comunale
di Andrea Rapino
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LANCIANO. Il sindaco Filippo Paolini va sotto in consiglio comunale su Lancianofiera. Un ordine del giorno della minoranza, che boccia la linea del primo cittadino sull’ente, è stato votato anche da parte della maggioranza, in particolare dai consiglieri del gruppo misto.

Il documento era sottoscritto da Leo Marongiu come primo firmatario, Rita Aruffo, Giacinto Verna, Piero Cotellessa, Davide Caporale, Lorenzo Galati, Sergio Furia, Dora Bendotti e Marusca Miscia. L’ordine del giorno stigmatizzava l’operato del sindaco nella lunga vicenda che ha portato al rinnovo della presidenza, assegnata solo pochi giorni fa a Nicola Paglione, rappresentante del Comune indicato dal sindaco. «Determinante per l’approvazione», sottolinea il centrosinistra, «è stato il voto del gruppo misto, che ha condiviso anche il passaggio più politico: la denuncia delle pressioni interne alla stessa maggioranza sulla scelta per l’ente fiera». «Per mesi», ricordano i consiglieri di opposizione, «il consorzio ha operato con una rappresentanza di Lanciano formalmente scaduta, proprio nella fase cruciale di approvazione del consuntivo 2025 e di organizzazione di Didacta, la fiera nazionale della scuola in programma a ottobre».

Di fatto, quindi, dall’assemblea cittadina viene fuori un documento che stigmatizza i ritardi e le pressioni politiche arrivate dall’alto, e impegna il sindaco a riferire in consiglio su equilibri economico-finanziari, calendario fiere, attrazione di investimenti, gestione del patrimonio e rapporti con la Regione. «A pochi mesi dalle elezioni amministrative», commenta Marongiu, «è chiaro a tutti che nessuno, dentro la maggioranza e in città, sentiva la necessità di un atto di forza e arroganza politica come quello portato avanti da Fratelli d’Italia di Lanciano da una parte, e dal presidente della Regione Marco Marsilio dall’altra, con il sindaco in mezzo al guado che si è prestato a questo balletto per settimane».

Per Marongiu si è trattato di «una pagina in chiaroscuro che poco ha a che fare con progetti e risultati della Fiera ma che mette in ballo unicamente rapporti politici ormai logori. In questo clima anche per il nuovo presidente lavorare non sarà semplice. Siamo preoccupati dal fatto che anche l’altro socio importante, la Bper, possa digerire poco questo stucchevole balletto politico. Dal consiglio comunale è arrivato un messaggio dalla forte valenza simbolica».