Tradizione
In nome di “Fossaceca”: la denominazione preunitaria unisce tre Comuni d’Abruzzo, Molise e Campania
di Andrea Rapino

CHIETI. Il tribunale di Chieti ha dato ragione ad una lavoratrice in una società nel settore della vigilanza che chiedeva il riconoscimento dell’inquadramento superiore.
La giudice del lavoro, oggi 8 ottobre, Laura Ciarcia ha accolto il ricorso integralmente e ha riconosciuto alla dipendente il superiore inquadramento nel terzo livello del Contratto collettivo nazionale di categoria a partire dal 1⁰ aprile 2014.
Il sindacato esprime soddisfazione per la decisione e rivolge ai legali Stefano Di Renzo e Massimiliano Matteucci un vivo ringraziamento per avere supportato la lavoratrice sin dall'inizio con competenza, dedizione e professionalità.
«È un risultato importante - afferma il segretario generale della Uiltucs Abruzzo Bruno Di Federico -, che riconosce un principio basilare troppo spesso disatteso: l'inquadramento ha bisogno di corrispondere alle mansioni svolte e non a quelle scritte sulla carta. Nella vigilanza privata il problema è più evidente: è proprio con riguardo a questo settore che la Corte di Cassazione, nel 2023, ha affermato che il giudice può disapplicare i minimi del contratto collettivo quando la retribuzione non sia proporzionata e sufficiente. Un inquadramento inferiore alle mansioni effettivamente svolte non è un dettaglio burocratico: significa sottrarre ogni mese al lavoratore una parte di ciò che gli spetta. Questa sentenza non concede un privilegio, restituisce il giusto: il riconoscimento economico e professionale del lavoro effettivamente prestato».