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La cerimonia

Chieti, medaglie d'onore ai deportati nei lager nazisti: la cerimonia del Prefetto D'Agostino

Consegnati i riconoscimenti ai familiari dei militari e civili internati durante la Seconda guerra mondiale

Un momento della cerimonia
Un momento della cerimonia
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Nella giornata di oggi, 22 settembre, nella Sala Consigliare della Provincia di Chieti, il Prefetto D’Agostino, insieme ai Sindaci del territorio, ha consegnato ai familiari di dodici militari le medaglie d’onore alla memoria. Il riconoscimento, previsto dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, rientra nell’ambito della “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale”, per commemorare il sacrificio dei connazionali deportati e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

​La “Giornata”, che ricorre il 20 settembre di ciascun anno, intende onorare la memoria dei militari italiani che, rifiutando di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana dopo l’armistizio, subirono la trasformazione dello status da prigionieri di guerra a internati nei lager nazisti. Tra violenze fisiche e morali, le dodici medaglie d’onore sono state conferite alla memoria dei Signori: Cicolini Ettorino (Poggiofiorito), Gualdieri Cesare (Monteodorisio), Antonelli Stefano (Orsogna), Natale Nicola (Atessa), Ciampoli Tommaso (Ortona), Di Nicolantonio Americo (Torre de’ Passeri), Galasso Antonio (Francavilla al Mare), Sigismondi Renato (Lanciano), Buccarella Carmelo (Gallipoli), Di Paolo Donato (Montenero di Bisaccia), Di Paolo Donato (Montenero di Bisaccia) e Papa Nicola (Ailano).

​Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili, militari e religiose provinciali e gli studenti della classe 5 D del Liceo G.B. Vico di Chieti. I parenti degli insigniti hanno condiviso i toccanti racconti delle sofferenze patite dai congiunti nei campi di concentramento.

Nel corso dell'evento, il Prefetto D’Agostino ha sottolineato l'importanza di una memoria attiva per mantenere viva la verità storica tra le nuove generazioni contro i rischi dell'oblio, definendo la consegna della medaglia non solo un gesto di immensa gratitudine, ma un monito indelebile per la difesa della pace e della libertà.