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L'anniversario

Carabinieri, festa per il 212° anniversario: in Abruzzo la cerimonia alla caserma Rebeggiani

La cerimonia si è svolta alla caserma “Rebeggiani” di Chieti alla presenza del comandante della Legione Abruzzo e Molise Gianluca Feroce, che ha ribadito l’impegno quotidiano dell’Arma tra tradizione, sicurezza e nuove sfide per il territorio

Carabinieri, festa per il 212° anniversario: in Abruzzo la cerimonia alla caserma Rebeggiani
di Stefano Recanati
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CHIETI. L’Arma dei Carabinieri celebra oggi il 212° Anniversario della propria Fondazione. In Abruzzo, la cerimonia si è svolta all’interno della Caserma “Rebeggiani” del Centro Nazionale Amministrativo dei Carabinieri di Chieti. A presiedere la ricorrenza il Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, Gianluca Feroce, che ha sottolineato con orgoglio l’impegno quotidiano dell’Arma a tutela della sicurezza e della legalità sul territorio.

La data del 5 giugno affonda le proprie radici nel 1920, quando la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo eroico offerto durante la Prima Guerra Mondiale, segnando così una pietra miliare nella storia dell’istituzione. «Sono tanti, ne siamo orgogliosi a partire delle nostre tradizioni e dei nostri valori e delle nostre virtù - dice il Comandate Feroce - Ma le tradizioni ci devono portare sempre a guardare il futuro, quindi avere la capacità di evolverci e come ci insegna il nostro comandante in generale avere la capacità di adattarsi alle nuove emergenti esigenze della collettività». Poi sulla percezione della sicurezza, il Comandante aggiunge: «La percezione è abbastanza buona e devo dire che le fenomenologie di reati che ci sono in Abruzzo da quelli predatori a quelle di criminalità organizzata vengono tenute fronteggiate sotto controllo anche dalle stazioni e dalle reparti territoriali tuttavia questo non ci deve fare abbassare la guardia ma mantenere sempre il livello di allerta perché comunque pur non avendo forme di criminalità autoctona subiamo l'influenza di quelle che sono le mafie pugliesi e campane».