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Sanità

Atto Aziendale Asl 02 Chieti: parere favorevole unanime dei sindaci con osservazioni e richieste strategiche

Il Comitato Ristretto guidato da Giovanni Legnini approva il documento strategico della sanità teatina

Il Comitato
Il Comitato
di Luca Di Renzo
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Il Comitato Ristretto dei Sindaci della asl Lanciano-Vasto-Chieti, presieduto dal sindaco di Chieti Giovanni Legnini e composto dai primi cittadini di Lanciano Filippo Paolini, Ortona Angelo Di Nardo, Atessa Giulio Borrelli e Castiglione Messer Marino Silvana Di Palma, ha espresso all'unanimità parere favorevole sul nuovo Atto aziendale trasmesso dalla asl, accompagnandolo con un documento di osservazioni e indicazioni strategiche rivolte alla direzione aziendale, a Chieti, il 22 luglio , al termine di due sedute del comitato ristretto e previa acquisizione di delucidazioni e impegni da parte del direttore generale, per ridefinire l'assetto organizzativo della sanità territoriale, garantendo al contempo il potenziamento dei servizi assistenziali, la tutela dei comuni montani e dei presidi ospedalieri locali secondo standard di efficienza e sicurezza.

Nel corso delle sedute, i sindaci unanimemente hanno richiesto alla direzione aziendale di assumere, in fase di attuazione dell’atto e mediante eventuali modifiche ed integrazioni, iniziative mirate a recepire le osservazioni condivise. Al centro del dibattito figurano il pieno sostegno al percorso per il riconoscimento del presidio ospedaliero di Chieti quale dipartimento emergenza e accettazione di II livello nell'ambito della rete regionale, anche in virtù della stretta integrazione con l'Università d'Annunzio, valutando in alternativa la costituzione dell'Azienda ospedaliera asl-università.

Rilancio di Chieti Scalo e garanzie per gli ospedali di area disagiata e spoke

Parallelamente ai progetti illustrati dalla asl circa la realizzazione del Parco della Salute e il potenziamento del Pronto Soccorso di Chieti, il Comitato ha sollecitato il rapido ripristino di una struttura sanitaria erogativa a Chieti Scalo, destinata a rispondere ai bisogni di un bacino demografico popoloso e in costante crescita, rimasto privo di punti di riferimento sanitari dal 2019. In merito agli ospedali spoke e di area disagiata, l'organismo ha richiesto garanzie stringenti per la piena attuazione della Legge Regionale 60/2023.

Un'attenzione specifica e prioritaria è stata richiesta per il presidio di Atessa, per il quale si esige che le previsioni dell'Atto aziendale trovino immediata e concreta operatività. Per quanto riguarda il presidio di Ortona e la rete aziendale nel suo complesso, i sindaci hanno espresso viva preoccupazione e chiesto rassicurazioni puntuali sulla riorganizzazione dei servizi trasfusionali, affinché siano rigorosamente salvaguardate le attività di raccolta, lavorazione e assistenza ai pazienti.

Tutela dei Comuni montani, distretti sanitari e standard di personale

A tutela dei comuni montani e disagiati, il Comitato ha ribadito la necessità di potenziare i distretti sanitari, la rete di emergenza-urgenza e i servizi ambulatoriali nelle nuove Case di Comunità e Ospedali di Comunità. Pur prendendo atto delle oggettive difficoltà di reclutamento nei territori disagiati e dell'avvenuta attivazione del numero unico 116117, i primi cittadini hanno raccomandato alla asl il rigoroso rispetto degli standard di personale previsti dal DM 77, così da assicurare la massima copertura possibile di medicina territoriale e servizi alla comunità.

Dipartimento di prevenzione, avvocatura interna e monitoraggio costante

Le prescrizioni finali del documento riguardano la richiesta formale di rivedere la soppressione delle 4 unità organizzative semplici nel Dipartimento di prevenzione, operanti nelle aree di Sanità Pubblica Medica e Veterinaria, e la valutazione, in fase attuativa, dell'istituzione di un’avvocatura aziendale interna per una più efficiente gestione delle attività legali.

Il Comitato ha infine richiesto periodici momenti di verifica e chiarimento con la asl, finalizzati a monitorare il progressivo recepimento delle osservazioni formulate, auspicando un costante e trasparente confronto con la direzione aziendale vista la delicata situazione in cui versa l'erogazione dei servizi sanitari sul territorio provinciale.