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Lavori pubblici

Palazzo d'Achille a Chieti, via libera alla ripartenza: chiusa la vicenda giudiziaria e pronti 5 milioni

Dopo anni di contenziosi e il blocco post sisma, il Tribunale di Chieti scrive la parola fine sul procedimento penale. Il sindaco annuncia l'avvio della progettazione definitiva

Giovanni Legnini
Giovanni Legnini
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Nei giorni scorsi il Tribunale di Chieti ha pronunciato la sentenza che chiude la complessa vicenda giudiziaria penale legata ai lavori di ristrutturazione di Palazzo d'Achille, storico edificio municipale a Chieti, rimasto a lungo bloccato dai danni del terremoto e da provvedimenti di sequestro, aprendo finalmente la strada al completamento dell'opera.

Progettazione definitiva

Negli anni passati la ricostruzione dell'edificio si era aggrovigliata tra contenziosi contrattuali con le imprese, controversie e indagini giudiziarie che avevano reso di fatto incompiuto il recupero. Il completamento dell'opera sarà possibile grazie al reperimento dei 5 milioni di euro già stanziati e resi disponibili con la governance della Ricostruzione, consentendo al Comune di Chieti di procedere speditamente con la progettazione definitiva ed esecutiva.

Benefici per la città

"Con la conclusione di questo percorso processuale il Comune potrà oraconcentrarsi sulla ripartenza – dichiara il sindaco Giovanni Legnini –. In vista di questa pronuncia, l'amministrazione comunale aveva già avviato le procedure perla progettazione dei lavori di completamento. Ora siamo nelle condizioni di proseguire con la progettazione definitiva ed esecutiva, tenendo in debito conto di quanto accertato in sede giudiziale, per definire gli interventi necessari alla riapertura dell'immobile, già sottoposto a sequestro giudiziario per via dei lavori e chiuso dal terremoto del 2009 per i danni strutturali riportati".

"Il nostro obiettivo è improntato alla massima concretezza – conclude Giovanni Legnini–. Procedere con la progettazione e con i successivi lavori ci consentirà di restituire gradualmente alla città la sua sede storica e al contempo di azzerare i canoni di locazione che il Comune versa per la sede provvisoria. Un passaggio fondamentale anche per proseguire con la riorganizzazione della macchina amministrativa".