Tradizione
In nome di “Fossaceca”: la denominazione preunitaria unisce tre Comuni d’Abruzzo, Molise e Campania
di Andrea Rapino

CHIETI. Il Governatorato della Città del Vaticano, nelle ultime ore, ha affidato all’Arcidiocesi di Chieti-Vasto l’incarico di realizzare il presepe per il prossimo Natale in piazza San Pietro, denominato “Il Grande Mistero”, con l’obiettivo di portare una narrazione artistica e spirituale abruzzese nel cuore della cristianità.
Un progetto collettivo
L’iniziativa nasce dall’impegno congiunto dell’associazione Amici del Presepe di Atessa e della parrocchia di San Leucio. La realizzazione materiale vede la collaborazione della Libera Confraternita degli Artisti di Vasto, della Comunità Educante Carcerati di Vasto e dell’associazione Iktus di Guglionesi. L’opera, che si estende per 23 metri di lunghezza, 11 di altezza e 13 di profondità, rappresenta un importante momento di condivisione culturale.
Le parole dell’Arcivescovo Bruno Forte
L’arcivescovo di Chieti-Vasto, Monsignor Bruno Forte, ha sottolineato il valore profondo dell’opera: "Il presepe ci dice che l’amore di Dio è venuto nella storia e che vuole tornarci continuamente". L’auspicio è che questo linguaggio artistico, espressione della terra abruzzese, possa parlare al cuore dei fedeli e dei visitatori internazionali in modo vero ed espressivo, trasformandosi in una novità sempre attuale.
Il valore del lavoro condiviso
La costruzione del monumentale presepe si fonda sulle direttrici di fede, storia e cultura. Franco Di Nucci, responsabile della Comunità Educante Carcerati, ha evidenziato come l’opera sia frutto del lavoro gratuito di professionisti, quali architetti e ingegneri della Libera Confraternita degli Artisti di Vasto, affiancati dall’impegno concreto dei carcerati. Il progetto coinvolge attivamente le popolazioni di novanta comuni delle province di Chieti e Pescara e le 146 parrocchie dell’Arcidiocesi, rendendolo un patrimonio collettivo.