Abruzzo Daily

Logo
Logo
L'operazione

Assalto al portavalori sventato, la banda sfila davanti al giudice per le indagini preliminari

Le accuse di metodo mafioso portano l'inchiesta verso la direzione distrettuale antimafia di Bologna: le pene ipotizzate oscillano tra i 12 e i 25 anni

La polizia scientifica a Vignola
La polizia scientifica a Vignola
di Luca Di Renzo
1 MINUTO DI LETTURA

CRONACA. Si è tenuto nel carcere di Modena, davanti al giudice per le indagini preliminari Scarpa, l’interrogatorio di convalida per i 14 uomini arrestati durante l’operazione condotta nelle campagne di Vignola. Gli indagati, accusati di tentata rapina aggravata, ricettazione e detenzione di armi da guerra, hanno scelto quasi unanimemente di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L’unica eccezione è rappresentata dal proprietario del fondo agricolo che sarebbe stato utilizzato come base logistica, il quale ha rilasciato dichiarazioni spontanee riconoscendo le proprie responsabilità nel supporto all’organizzazione.

​L’operazione, coordinata dalla squadra mobile e dalle procure di Modena e di Chieti, ha permesso il sequestro di un arsenale composto da esplosivi e mezzi rubati, pronti per un imminente colpo ai danni di un blindato portavalori sull’autostrada A1.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo sarebbe responsabile di una lunga scia di assalti su tutto il territorio nazionale, partendo dall’episodio registrato a Ortona. ​L’aggravante del metodo mafioso e le nuove disposizioni del decreto sicurezza prevedono pene che oscillano tra i 12 e i 25 anni di reclusione. Proprio la natura dei reati contestati comporterà a breve il passaggio del fascicolo alla procura distrettuale antimafia di Bologna.