Abusi
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Aziende agricole fuori dal perimetro del Parco della Costa dei Trabocchi, che una sentenza del Tar ha imposto di definire entro il 21 settembre.
È la richiesta di Coldiretti, che promuove «un’iniziativa che non mette in discussione il valore e la funzione dei parchi, ma nasce dalla necessità di garantire che l’istituzione dell’area protetta non si traduca in penalizzazioni per le imprese agricole della zona».
Il sindacato degli imprenditori agricoli chiede in particolare che le imprese del settore non ricadano nelle zone 1 e 2, dove le misure di salvaguardia prevedono divieti più stringenti e il ricorso al nulla osta per numerosi interventi. «Un’azienda non può essere congelata», spiega il direttore di Coldiretti Chieti, Domenico Bosco, «deve poter rinnovare gli impianti, migliorare l’irrigazione, adeguare le strutture e continuare a investire. L’agricoltura è una parte del paesaggio che vogliamo tutelare: se le imprese vengono messe nelle condizioni di non poter più investire, si rischia di ottenere l’effetto opposto rispetto a quello perseguito».
Per questo l’organizzazione ha messo a disposizione degli associati una Pec per chiedere formalmente lo stralcio dei propri terreni dal perimetro dell’area protetta o, in subordine, la riclassificazione in zona 3. Coldiretti ha inoltre inviato una nota ai Comuni interessati dalla perimetrazione, invitandoli ad assumere una posizione chiara a tutela delle attività produttive e a intervenire affinché non vengano penalizzate.«Siamo per una tutela del territorio che sappia convivere con l’agricoltura», dice il presidente provinciale di Coldiretti Chieti, Pier Carmine Tilli.
«L’obiettivo è tutelare le aziende che lavorano e investono sul territorio, evitando che vengano sottoposte a vincoli incompatibili con le esigenze produttive».«Non chiediamo di scegliere tra ambiente e agricoltura», aggiunge il direttore regionale Marino Pilati, «chiediamo di farli convivere: un parco può essere una grande opportunità per il territorio e anche per le imprese agricole, se viene costruito tenendo conto delle attività che già esistono e che hanno contribuito a valorizzare il paesaggio».