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Pescara, la rabbia e l'amore dei tifosi prima dello Spezia: «A Padova una vergogna, ma sosterremo la squadra»

I biancazzurri devono vincere l'ultima gara di campionato all'Adriatico e sperare di ricevere buone notizie dagli altri campi per strappare un posto ai playout

I tifosi (foto Pescara Calcio)
I tifosi (foto Pescara Calcio)
di Giuliano De Matteis
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PESCARA. Una settimana per certi versi surreale quella del Pescara, reduce dalla pesantissima sconfitta di Padova (condita dalle polemiche per il rigore sbagliato dal giovane Russo e non calciato da Insigne o un altro dei "veterani") ma chiamato comunque a preparare l'ultima sfida di campionato contro lo Spezia all'Adriatico (venerdì 8 maggio, ore 20:30), con le speranze di strappare un posto ai playout ridotte ormai al lumicino.

Pescara, battere lo Spezia e sperare: le combinazioni per i playout

Per centrare l'obiettivo, la squadra di Giorgio Gorgone (34 punti) dovrà prima di tutto battere i liguri (34) e sperare che il Bari quartultimo (37) perda sul campo di un Catanzaro già certo di andare ai playoff da quinto in classifica.

Ma questo potrebbe non bastare: sarà necessario infatti anche che non vinca la Reggiana (34), che ospiterà la Sampdoria e in caso di successo farebbe scattare il meccanismo della classifica avulsa in cui il Bari è in vantaggio sul Pescara e sugli stessi emiliani (che avrebbero invece la meglio in caso di arrivo a tre con Bari e Spezia).

E a complicare ulteriormente la situazione servirà poi che non vinca almeno una tra l'Entella (39) contro la Carrarese, il Sudtirol (40) contro la Juve Stabia o l'Empoli (40) a Monza: i playout infatti non si disputerebbero nel caso di un distacco superiore ai quattro punti tra la quintultima e la quartultima, che a quel punto retrocederebbe direttamente in C.

Curva Nord “sold out” e comunicato degli ultras

Nel frattempo la Curva Nord dell'Adriatico è già “sold out” e gli ultras biancazzurri hanno voluto lanciare un messaggio sui social in cui, pur ribadendo che «quello che è successo a Padova è semplicemente vergognoso», ricordano di aver «stretto un patto con la squadra» e deciso di «appoggiare e stare vicino ai giocatori anche nei momenti più bui e difficili, perché la Serie B è un patrimonio da salvaguardare a tutti i costi. Continueremo a farlo anche venerdì sera, perché NON È FINITA FIN QUANDO NON È FINITA!! Se ci sarà la pur minima speranza di raggiungere i play-out sosterremo la squadra come solo noi sappiamo fare». Contestazione annunciata, sempre nello stesso comunicato, nel caso invece di un epilogo amaro: «Se alla fine qualcosa non dovesse andare come speriamo, TUTTI I RESPONSABILI dovranno pagare le loro colpe per quanto successo a Padova».