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L'Aquila, a San Benedetto del Tronto vince la squadra aquilana composta da diversi giovani

Nelle Marche La Rugby si impone 12-18 e torna dalla difficile trasferta del "Nelson Mandela" con quattro punti e una vittoria fondamentale contro una delle formazioni favorite per il salto di categoria

L'Aquila, a San Benedetto del Tronto vince la squadra aquilana composta da diversi giovani
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Una prova di grande carattere da parte dei giovani aquilani, capaci di trovare certezze proprio nei momenti chiave della partita, dimostrando una maturità di una squadra che continua a crescere, partita dopo partita. 

La Rugby L'Aquila corsara nelle Marche 18-12.

La formazione aquilana è arrivata a San Benedetto del Tronto con tanta voglia di dimostrare i progressi di un processo di maturazione costante. Quindici gli under 23 inseriti in lista gara, contro una formazione esperta, fisicamente strutturata e costruita con ambizioni importanti. Una differenza evidente sulla carta, ma che sul campo i ragazzi aquilani hanno saputo annullare attraverso organizzazione, disciplina e una straordinaria determinazione.

La partita si è aperta nel peggiore dei modi, con San Benedetto capace di trovare la meta del vantaggio dopo neanche un minuto di gioco. Un avvio che avrebbe potuto condizionare la prestazione di una squadra così giovane e che, invece, ha prodotto una reazione di grande personalità. La Rugby L'Aquila non si è disunita, ha continuato a lavorare sulle proprie certezze e, progressivamente, ha cominciato a guadagnare possesso e territorio, sottraendo ai padroni di casa il controllo della partita.

Il primo vero punto di svolta è arrivato già nella prima mischia su introduzione avversaria, quando la prima linea aquilana ha saputo mettere a frutto il grande lavoro sugli ingaggi svolto nel corso della settimana. Togliere a San Benedetto quella che avrebbe dovuto rappresentare una delle principali certezze del proprio piano di gioco ha probabilmente incrinato le convinzioni dei padroni di casa, i quali non hanno trovato nella mischia ordinata la piattaforma ideale per costruire lanci di gioco efficaci e profondi.

Da quel momento L'Aquila ha cominciato a prendere progressivamente in mano la partita, attraverso una gestione intelligente del possesso e una crescente capacità di occupare il territorio avversario.

Ottima la prova difensiva dei neroverdi, che nei momenti più difficili hanno saputo trovare disciplina, lucidità e determinazione sui punti d'incontro. Una difesa organizzata, aggressiva quando necessario, ma soprattutto capace di mantenere le proprie strutture anche nelle fasi di maggiore pressione.

Solida la prestazione del pack, con una prova di grande carattere di Filiberto Caprio e Davide Biondi, ma è stata soprattutto la consistenza dell'intero reparto a fare la differenza. Stefano Iovenitti, Guido Romano e Davide Gioia hanno garantito peso, esperienza e capacità di avanzamento, consentendo alla squadra di affrontare senza timori il confronto fisico con una delle mischie più attrezzate del campionato. A rafforzare la prova anche le palle portate avanti da Basha e Mammone con la regia sapiente di Ugo D’Onofrio il quale, nel secondo tempo, ha gestito alla perfezione le touche confermando una leadership equilibrata e lucida.

Eccellente anche la prestazione della linea dei trequarti, interamente composta da ragazzi under 23. Una linea giovane, veloce e aggressiva, che ha saputo abbinare fantasia e una sorprendente maturità nelle scelte. I giovani aquilani hanno dimostrato qualità nella gestione degli spazi, attenzione nelle letture difensive e soprattutto la capacità di non perdere lucidità nei momenti in cui la partita chiedeva decisioni rapide e precise, soprattutto nei momenti in cui San Benedetto ha mandato dentro la cavalleria pesante (Nabalarua su tutti).

È proprio nella prestazione dei trequarti che si può leggere uno degli aspetti più significativi della crescita di questa squadra: ragazzi che non si sono limitati a mettere in campo velocità ed entusiasmo, ma che hanno saputo interpretare la partita, gestire la pressione e assumersi responsabilità importanti contro avversari ben più esperti.

La differenza, però, è emersa soprattutto nei momenti decisivi. Quando San Benedetto ha provato a rimettere in piedi una partita che progressivamente gli stava sfuggendo di mano, L'Aquila ha risposto con una prestazione di straordinaria consistenza. Nessuna concessione sul piano dell'atteggiamento, grande attenzione nella gestione dei possessi e una capacità di resistere alla pressione che rappresenta forse il segnale più incoraggiante di questa vittoria.

I neroverdi hanno saputo soffrire senza smarrire la propria identità, difendere senza rinunciare a giocare e, soprattutto, trasformare le difficoltà in occasioni per riaffermare il proprio controllo sulla gara.

È questa, probabilmente, la vittoria più importante: quella di un gruppo giovane che sta imparando a diventare squadra, a riconoscere i momenti della partita e a trovare dentro il collettivo le risposte alle difficoltà, sotto la guida esperta e matura dei senatori Marinaro - che ha avuto una prestazione, ancora una volta, eccellente.

Quattro punti pesantissimi per la classifica, ma soprattutto una conferma della bontà del lavoro che lo staff tecnico guidato da Gigi Milani sta portando avanti. Una squadra nella quale l'esperienza di alcuni elementi si mette al servizio della crescita dei più giovani, senza togliere loro responsabilità, ma accompagnandoli verso una consapevolezza sempre maggiore dei propri mezzi.

A San Benedetto ha vinto una squadra che ha saputo opporre alla maggiore esperienza e fisicità degli avversari organizzazione, coraggio e appartenenza.

Perché L'Aquila continua a investire sui propri giovani, sulla crescita dei ragazzi e su un'identità che non si improvvisa.

Un'identità che nasce dall'amore per una maglia e dal senso di appartenenza a una città che nel rugby continua a riconoscere una parte importante della propria storia.

E quando quindici under 23 scendono in campo e riescono a vincere una battaglia come quella di San Benedetto, il risultato racconta qualcosa che va ben oltre i quattro punti conquistati.

Il tabellino

UR Fifa Security San Benedetto-La Rugby L'Aquila 12-18 (1-4). Pt 7-8.

La Rugby L‘Aquila: 15 De Nicola, 14 Marzi, 13 Antonelli, 12 Di Nicola, 11 Caporale, 10 Nicita, 9 Marinaro, 8 Basha, 7 Mammone, 6 D’Onofrio, 5 Biondi, 4 Caprio, 3 Romano, 2 Gioia, 99 Iovenitti. A disp.: 16 Quaglieri, 17 Lepidi, 18 Nardantonio, 19 Gabrielli, 20 Sciarra, 21 Colla, 22 Ianni, 23 Bucci.

Fifa Security San Benedetto del Tronto: 15 Vaccari, 23 Palavezzati, 22 D’Agostino, 12 Nabalarua, 11 Vanich, 10 Pelozzi, 9 Robazza, 7 Mengoni, 6 Scipioni, 20 Ygel, 4 Del Prete, 28 Paoloni, 3 Di Marcantonio, 2 Trozzola, 1 Mandozzi. A disp.: 16 Falsetta, 17 Tallè, 18 Pignotti, 5 Valentini, 8 Bordigoni, 21 Alesiani, 24 Montanari, 14 Panella.

MARCATORI: pt. 1’ mt Palavezzati, tr. Vaccari; 5’ cp. Antonelli; 33’ mt Marzi; s.t. 10’ meta tecnica; 16’ cp. Nicita; 28’ mt Vaccari.

NOTE: giallo per Romano (RAQ), Vanich e Di Marcantonio (URSB)