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Decreto Primo Maggio 2026: bonus assunzioni giovani e donne, salario giusto e stretta sul caporalato digitale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo provvedimento sul lavoro, stanziando circa un miliardo di euro per promuovere l'occupazione stabile e contrastare lo sfruttamento.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni
di Luca Di Renzo
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Il Governo italiano, riunito in Consiglio dei Ministri lo scorso 28 aprile 2026, ha varato il cosiddetto Decreto Primo Maggio, un pacchetto di norme strategiche che interviene sul mercato occupazionale nazionale. Il provvedimento, che arriva simbolicamente a ridosso della Festa dei Lavoratori, punta a ridurre i divari territoriali attraverso bonus assunzioni per giovani e donne, introducendo al contempo tutele contro il caporalato digitale e promuovendo il concetto di salario giusto. Con uno stanziamento di circa 934 milioni di euro, l’esecutivo mira a trasformare la precarietà in stabilità, incentivando le imprese che operano soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree della ZES unica.

Bonus assunzioni 2026: gli incentivi per giovani e donne

Il cuore del decreto è rappresentato dalle misure di decontribuzione per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro delle categorie più fragili. Per le donne svantaggiate, è previsto un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi, che sale a 800 euro per chi assume nelle regioni del Sud.

Per i giovani under 35, il bonus prevede un taglio dei contributi fino a 500 euro al mese (che diventano 650 euro nelle aree svantaggiate) per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Una novità rilevante riguarda il bonus stabilizzazione: le aziende riceveranno sgravi per trasformare i contratti a termine, stipulati all'inizio dell'anno, in rapporti di lavoro stabili.

Il "Salario Giusto" e il contrasto allo sfruttamento

Il decreto introduce il principio del salario giusto, legando l'accesso agli incentivi pubblici all'applicazione di contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. L'obiettivo dichiarato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è quello di escludere dai benefici statali chi utilizza "contratti pirata" per sottopagare i lavoratori.

Inoltre, il provvedimento affronta le nuove sfide dell'economia digitale, prevedendo sanzioni più severe e strumenti di monitoraggio tecnologico per contrastare il fenomeno del caporalato che colpisce i lavoratori delle piattaforme e i settori più vulnerabili alla digitalizzazione selvaggia.

Supporto alle imprese e conciliazione vita-lavoro

Tra le altre misure approvate, spicca lo sgravio contributivo per le imprese che ottengono la certificazione sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro (UNI/PdR 192:2026), con un beneficio che può arrivare fino a 50.000 euro annui per azienda.