Economia
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di Redazione cronaca

La partita sulle due nuove discariche previste nell’area di Casette di Grasciano arriva in Regione. A rendere noto l’esito della seduta è il consigliere regionale di Azione Enio Pavone, che aveva chiesto la convocazione della Commissione di Vigilanza dopo il voto unanime del Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi del 17 giugno 2026. Un confronto ritenuto necessario per approfondire le possibili ricadute dei nuovi impianti su un territorio che già da anni ospita una complessa concentrazione di strutture legate al ciclo dei rifiuti.
La seduta si è svolta sotto la presidenza di Sandro Mariani e ha messo attorno allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo. Sono stati ascoltati i sindaci di Roseto degli Abruzzi e Notaresco, il vicesindaco di Mosciano Sant’Angelo e la rappresentante dell’Osservatorio Val Tordino ETS, Lidia Bocci. Un confronto nel quale sono state illustrate le diverse criticità legate ai due progetti e, soprattutto, le preoccupazioni dei territori confinanti con l’area interessata dagli interventi.
Casette di Grasciano, infatti, non parte da una situazione priva di impianti. Nell’area sono già presenti una stratificazione di strutture legate alla gestione dei rifiuti, la discarica Grasciano 1, oggi in fase di post-gestione, e il polo Cirsu. Proprio questo elemento è stato posto al centro della discussione: valutare i nuovi progetti non soltanto singolarmente, ma anche alla luce del quadro complessivo di un territorio che già sopporta una significativa presenza di impianti.
Nel corso dell’audizione sono state rappresentate le principali criticità segnalate dal territorio. Tra queste il possibile aumento del traffico pesante, le conseguenze sulla viabilità, i potenziali impatti sulle matrici ambientali, il consumo di nuovo suolo e le ricadute sul patrimonio agricolo. L’attenzione è stata quindi rivolta anche alla necessità di considerare gli effetti cumulativi che potrebbero derivare dalla presenza contemporanea degli impianti già esistenti e di quelli eventualmente autorizzati.
Sul piano istituzionale e tecnico è intervenuto Nicola Campitelli, consigliere regionale e delegato dalla Giunta regionale per le materie relative a rifiuti, urbanistica e territorio. Il contributo tecnico è arrivato inoltre dal direttore del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione Abruzzo. Nel corso della stessa seduta è stato affrontato anche un secondo tema riguardante la situazione infrastrutturale della strada provinciale 216, nel tratto Atessa-Tornareccio, con l’intervento del sindaco di Tornareccio.
Per quanto riguarda Grasciano, il passaggio in Commissione di Vigilanza non sostituisce le procedure tecniche e amministrative previste dalla legge. Saranno infatti gli organismi competenti, nell’ambito dei procedimenti autorizzativi e della Valutazione di Impatto Ambientale, a dover esaminare i progetti e verificare la compatibilità degli interventi con la normativa vigente.
«È stato un confronto serio tra i vari interlocutori istituzionali e la rappresentante dell’Osservatorio Val Tordino», sottolinea Pavone, evidenziando come siano state portate all’attenzione della Commissione le problematiche legate all’inquinamento atmosferico, alla viabilità, al consumo di suolo e alla possibile svalutazione del patrimonio agricolo.
La convocazione della Commissione rappresenta, dunque, un ulteriore passaggio istituzionale su una vicenda che interessa direttamente Notaresco, ma che per caratteristiche e possibili ricadute coinvolge un’area più ampia del territorio teramano. Ed è proprio questo il punto sul quale Pavone ha voluto richiamare l’attenzione regionale, dando seguito alla posizione espressa all’unanimità dal Consiglio comunale di Roseto.
Il consigliere regionale di Azione ha infine ringraziato il presidente della Commissione di Vigilanza Sandro Mariani «per la sensibilità dimostrata» e per aver accolto la richiesta di convocazione. Ora la parola passa alle procedure previste dalla normativa ambientale. Saranno le valutazioni tecniche e amministrative a stabilire se, e a quali condizioni, i due interventi proposti dai privati potranno trovare il via libera.
La questione, intanto, resta aperta e il confronto sul futuro dell’area di Grasciano entra ufficialmente anche nell’agenda della Regione.