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Riforma idrica, nel mirino Teramo e la Ruzzo Reti nel mirino: i timori della perdita di autonomie

Esiste un rischio concreto di un assorbimento del Ruzzo nell’ACA di Pescara o in quello dell’Aquila

Riforma idrica, nel mirino Teramo e la Ruzzo Reti nel mirino: i timori della perdita di autonomie
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Un silenzio che pesa come un macigno. È quello che circonda l’emendamento Sospiri sull’accorpamento degli enti d’ambito che gestiscono gli acquedotti in Abruzzo, un vuoto politico e istituzionale che lascia spazio a interrogativi e preoccupazioni crescenti.

I timori

Come già evidenziato in passato, il nodo centrale della questione riguarda il destino dell’acquedotto del Ruzzo, spesso indicato come modello per visione strategica, assetto gestionale e solidità strutturale. La riforma del sistema idrico regionale, collegata al progetto Sospiri, potrebbe infatti condurre alla creazione di soli due enti d’ambito, con il rischio concreto di un assorbimento del Ruzzo nell’ACA di Pescara — considerato il meno performante tra gli acquedotti abruzzesi — o in quello dell’Aquila, che non presenta risultati migliori rispetto a Teramo.

La richiesta di trasparenza

Uno scenario che alimenta timori sulla perdita di autonomia e sul possibile ridimensionamento di un’eccellenza territoriale. Dal territorio arriva una richiesta netta alla maggioranza regionale: servono certezze non solo sulla gestione del sistema idrico, ma anche su sanità, qualità dei servizi, riduzione delle liste d’attesa, valorizzazione degli operatori e investimenti tecnologici.

I rappresentanti istituzionali sono chiamati ad andare oltre annunci e dichiarazioni di principio per assumere decisioni chiare e trasparenti.I nomi sono noti: Paolo Gatti, Umberto D’Annuntiis, Marilena Rossi, Emiliano Di Matteo.

Gli interrogativi

La domanda che serpeggia tra cittadini e osservatori è semplice ma cruciale: quale sarà il loro ruolo in questa partita e come verranno ricordati? Per Teramo, sostengono in molti, è arrivato il tempo delle scelte.

Senza una difesa politica forte e coerente del territorio, il capoluogo rischierebbe di perdere anche la nascente Multiservizi tra Teramo Ambiente e Ruzzo Reti. E mentre cresce il sospetto — per alcuni più che fondato — dell’interesse di una grande multiservizi nazionale, la sensazione diffusa è che la partita sia appena cominciata, ma che il tempo per decidere stia rapidamente scadendo.