Previdenza
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di Redazione cronaca

CHIETI. Ieri sera, 6 maggio, durante la cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2026, l’Abruzzo ha conquistato la scena nazionale grazie al trionfo di Marco Fiore e Fabio Massimo Capogrosso. Il giovane attore quattordicenne di Pianella, coprotagonista del film rivelazione Gioia mia, è stato celebrato sul palco dalla vincitrice come miglior attrice protagonista Aurora Quattrocchi, mentre il musicista Capogrosso ha ottenuto il riconoscimento come miglior compositore per la colonna sonora di Primavera. L'evento ha sancito il valore artistico del territorio abruzzese all'interno della massima vetrina del cinema italiano.
Il momento più emozionante della serata ha visto protagonista la grande attrice palermitana Aurora Quattrocchi. Ricevendo il premio per la sua interpretazione in Gioia mia, opera firmata dalla miglior regista esordiente Margherita Spampinato, la Quattrocchi ha dedicato parole cariche di affetto e stima al giovanissimo Marco Fiore. "Io e Marco Fiore siamo meravigliosi: lui è giovanissimo, io vecchia, siamo fantastici!", ha esclamato l'attrice dal palco, sottolineando l'intesa straordinaria nata sul set tra la veterana del cinema e il talento emergente di Pianella.
Il legame tra l'Abruzzo e il grande cinema è stato ulteriormente consolidato dalla vittoria di Fabio Massimo Capogrosso. Il musicista, premiato per la colonna sonora del film Primavera, vanta un percorso formativo d'eccellenza nella regione, essendosi diplomato al Conservatorio Casella dell'Aquila. Durante il suo discorso di ringraziamento, Capogrosso ha voluto rendere omaggio alle sue radici artistiche dedicando il prestigioso riconoscimento ai Solisti Aquilani, storica eccellenza musicale del capoluogo.
Nonostante le numerose candidature, è rimasto invece a bocca asciutta il film “Duse” di Pietro Marcello, pellicola dedicata agli ultimi anni di Eleonora Duse, musa di Gabriele D'Annunzio. Non sono bastate le apprezzate prove attoriali di Valeria Bruni Tedeschi e Fausto Russo Alesi, né il lavoro della sceneggiatrice Letizia Russo, che vive e lavora a Pescara, per trasformare le nomination in statuette. Tuttavia, la massiccia presenza di nomi legati alla regione conferma il momento d'oro della cultura abruzzese nel panorama audiovisivo contemporaneo.