Il caso
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di Luca Di Renzo

PESCARA. Paolo Tedeschi non è abruzzese. Paolo Tedeschi non lavora in Abruzzo. Paolo Tedeschi è però un senior manager di multinazionale che ama l’Abruzzo, vorrebbe acquistare una casa sulla costa, vive a Roma e potrebbe realizzare il sogno di vivere, anche per pochi mesi all’anno, nella nostra regione. 63 anni (quasi compiuti), un solido background in economia e soprattutto comunicazione, pugliese di adozione e di fatto, è entrato nel mondo del lavoro a Taranto facendo l’addetto stampa. Non è mai stato iscritto all’Ordine dei Giornalisti e, forse è stato per questo, che la sua carriera professionale si è indirizzata altrove.
Attualmente è Head of Corporate communication, marketing & sustainability di Canon Italia. In poche parole uno dei senior manager della multinazionale giapponese in Italia. Che c’entra l’Abruzzo in tutto questo? L’obiettivo del manager pugliese è quello di allargare il suo orizzonte di vita. Ecco, allora, che l’Abruzzo potrebbe essere la terra promessa giusta attraverso un nuovo progetto di vita e familiare magari guardando le stelle dal mare.
D’altra parte nella vita mai dire mai. Al momento, però, tutto è coniugato al condizionale, tutto ha uno sguardo rivolto al futuro. Il mondo della comunicazione resta comunque la sua vita e la sua passione. Lo sottolinea anche nelle sue parole attraverso una intervista rilasciata alla rivista “Forbes” nella sua sezione italiana.
«La comunicazione, in definitiva, è diventata uno spazio di responsabilità. E nel futuro dell’imaging, ogni immagine, ogni stampa e ogni storia avranno un peso sempre maggiore nel definire non solo il posizionamento di un brand, ma anche il suo contributo alla società. A vincere non sarà chi saprà produrre più contenuti, ma chi saprà attribuire loro maggiore significato e creare valore condiviso».
L’intervento per un punto della situazione su alcuni progetti. Dal Canon Young People Programme – si parla di oltre 10mila giovani interessati in tutto il mondo, per un progetto che mette insieme nuove generazioni, territorio e tematiche molto attuali – a World Unseen e World Unseen 2.0 (quest’ultimo in collaborazione con il laboratorio Coral Spawning International e l’associazione Nature Seychelles). Il primo nel segno dell’inclusione, ma anche di tematiche molto importanti come sostenibilità e innovazione; il secondo con al centro la ricerca, la scienza.
«L’imaging – torna a sottolineare il manager di Canon– non è più solo uno strumento di rappresentazione. È un linguaggio universale attraverso cui interpretiamo il mondo, costruiamo memoria e, sempre più spesso, prendiamo posizione. Per un brand come Canon, questa evoluzione comporta una responsabilità chiara: non limitarsi a fornire tecnologia, ma contribuire attivamente alla costruzione di una cultura visiva più consapevole, inclusiva e sostenibile. Il ruolo delle aziende evolve in modo significativo. Non siamo più solo attori economici, ma soggetti attivi all’interno della società, capaci di influenzare comportamenti, percezioni e priorità. Questo richiede coerenza, visione e la capacità di integrare comunicazione, sostenibilità e innovazione in un disegno strategico unico».
Idee chiare, concentrate in parole significative e volte alla concretezza. In sintesi, potremmo dire: Paolo Tedeschi il manager con la comunicazione nel sangue e che con un occhio guarda al mare e al cielo e l’altro lo strizza all’Abruzzo.