Il caso
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di Luca Di Renzo

I Mondiali di calcio sono partiti ieri (11 giugno) nel mitico stadio Azteca con la prima delle tre cerimonie inaugurali previste dalla rassegna iridata, in programma fino al 16 luglio tra Messico, Stati Uniti e Canada. Per la terza volta di fila non ci sarà l'Italia ai nastri di partenza e oltre al danno, per i tifosi azzurri arriva anche la beffa con lo "sfottò" del presidente della Fifa.
Mondiali senza Italia, la "frecciata" di Infantino
In un'intervista rilasciata ai microfoni del canale brasiliano "CazéTV", parlando della possibilità di ampliare ulteriormente (da 48 a 64) il numero di squadre partecipanti al Mondiale, Gianni Infantino ha infatti lanciato una frecciata alla Nazionale azzurra (che la Coppa del mondo l'ha vinta quattro volte): «Forse l'Italia si qualificherà con un torneo a 64 squadre. O chissà, magari se arrivassimo a 208...».
Le scuse della Rai per il "taglio" a Shakira
Oltre al presidente della Fifa, a scatenare le proteste dei tifosi italiani durante la cerimonia di apertura c'è stato anche il "taglio" dell'esibizione di Shakira (suo l'inno della manifestazione, intitolato "Dai, Dai"), che non era ancora terminata quando la diretta tv è stata interrotta per passare la linea al Tg1. Tantissime le lamentele sui social che hanno poi portato l'azienda a fornire spiegazioni attraverso una nota ufficiale, in cui si sottolinea come «la programmazione della diretta era regolata da una tempistica rigorosa, condivisa con l'organizzazione internazionale, che prevedeva passaggi obbligati tra i diversi momenti della trasmissione", ma si esprime anche «rammarico verso il pubblico» per «l'interruzione un minuto prima della conclusione della performance musicale di Shakira da attribuire a una valutazione operativa legata al rispetto della scaletta e al passaggio di linea al Tg1. Si è trattato di un errore nella gestione del timing finale».