L'intervento
L'Aquila, interruzione dell'acqua in un'area del centro storico
di Redazione L'Aquila

AVEZZANO. Sarà un sabato triste e compassato quello di domani 13 giugno, volto a tributare l’estremo saluto a Natalino Irti, professore universitario e non solo, anche fiduciario e consulente di importanti Istituzioni civili ed economiche del Paese.
Il doppio saluto
Come da espressa indicazione della famiglia le esequie verranno celebrate a Roma, domani a partire dalle 10 e 30 nella Basilica di santa Croce in Gerusalemme, e poi ancora un ultimo saluto nello stesso giorno alle 15 e 30 nella sua Avezzano, nella Cattedrale di san Bartolomeo.
Ne danno annuncio ufficiale la moglie signora Elena, la sorella Lucia e il fratello Umberto. Ma al centro di questo ricordo senza dubbio l’idea del sindaco Di Pangrazio che ne volle a suo tempo celebrare la grandezza dello studioso ma anche la pervicace volontà di sottolineare la sua appartenenza alla città conferendogli la cittadinanza onoraria.
Oltre alla commemorazione del sindaco e per la Regione di Massimo Verrecchia di Fdi, è giunta nella tarda serata di ieri anche quella del senatore Michele Fina, che scrive ad Abruzzo Daily alcune considerazioni di valore volte a sottolineare, da marsicano anch'egli, l'aspetto culturale ed esistenziale di Irti.
«Con la scomparsa del professor Natalino Irti - dice Fina- perdiamo una delle più autorevoli figure della cultura giuridica italiana, un maestro del diritto che ha rappresentato per intere generazioni di studiosi, professionisti e studenti un punto di riferimento imprescindibile per rigore scientifico, profondità di pensiero e straordinaria capacità di interpretare i cambiamenti della società contemporanea. La sua riflessione ha attraversato in modo originale i rapporti tra diritto, politica e società, con particolare attenzione al destino delle categorie fondamentali del pensiero politico moderno. Ricordo con gratitudine la sua riflessione sul cosiddetto “tramonto delle ideologie”, descrivendo la condizione della politica contemporanea stretta tra tecnocrazia ed economia, proponendo una riflessione critica sulla necessità di non ridurre lo spazio del pensiero ideologico a mera categoria del passato, ma di riconoscerne ancora la funzione nella comprensione del presente»