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Acqua in Abruzzo, il ministro Pichetto Fratin parla di riforma e modernizzazione del sistema idrico
di Redazione Pescara

PESCARA. Imbarazzante è l’aggettivo che meglio chiarisce quella che è la situazione della sanità abruzzese. Pagina 3 del quotidiano “Il Sole 24 Ore” viene pubblicato lo stato di salute (è proprio il caso di dirlo) della sanità italiana e lo fa bocciando, in maniera impietosa, quella abruzzese. In maniera particolare, poi, quella teramana che, visti i numeri riportati, è l’ultima degli ultimi.
Il caso più clamoroso
Insomma in una domenica che precede la Quaresima, l’evangelico “Beati gli ultimi” sembra completamente fuori luogo. L’attacco del pezzo del “Sole” a firma di Marzio Bartolini e Barbara Gobbi, fa capire da subito quella che è la musica: “Per fare un ecocolordoppler alla carotide alla Asl di Teramo ci vogliono 861 giorni invece dei 120 giorni di attesa massima prevista per un esame programmabile”. Insomma, facendo due conti, prenotando il 15 febbraio (oggi) l’esame, un paziente potrebbe farlo intorno a ferragosto del 2028! Disarmante.
I dati che determinano la bocciatura
In un riquadro, poi, vengono riportati i risultati, e così compilata una sorta di pagella, dove la bocciatura è totale per l’intera regione, senza nemmeno poter sperare in un esame di riparazione. I dati del monitoraggio portato avanti dai colleghi del Sole prevedono quattro esami diagnostici e quattro visite. Partiamo dai primi. Colonoscopia totale-fonendoscopio flessibile.
La migliore regione è il Veneto, la peggiore l’Abruzzo con il 68% delle richieste in grave ritardo. Ecocolordoppler dei tronchi Sovraaortici: la migliore Trento, la peggiore la Puglia ma al quartultimo posto spicca la Asl di Teramo con il 72% delle prestazioni in grave ritardo. Apoteosi assoluta per la Gastroscopia - Esofagogastroduodenoscopia: la migliore? Il Veneto, I peggiori manco a dirlo: ultimo posto per l’Abruzzo con il 55% di grave ritardo e al penultimo posto la Asl di Teramo con il 78%. Un “favoloso" triplete è completato dal quartultimo posto della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila con il 71% di grave ritardo.
Si chiude con la Tac del torace: primo posto per il Veneto; ultimo per Abruzzo con il 37% di grave ritardo e quartultimo posto, manco a dirlo, per la Asl di Teramo con il 50% di grave ritardo. Insomma per i quattro esami diagnostici presi in considerazione un vero e proprio disastro. Un po’ meglio per quello che riguarda le quattro tipologie di visite prese in esame. Per la prima visita cardiologica, la migliore è il Veneto e la peggiore la Puglia; in questo caso l’Abruzzo non compare. Non è così, invece, per quello che riguarda la dermatologia. Primo posto ancora il Veneto la peggiore l’Abruzzo con il 56% di ritardo.
Buone notizia per l’oculistica dove al primo posto c’è la Puglia mentre all’ultimo (incredibile ma vero) il Veneto e anche qui l’Abruzzo non è presente così come non lo è neppure per la prima visita ortopedica dove in testa c’è l’Umbria e in coda il Friuli Venezia Giulia. Insomma s’è per gli esami diagnostici si tratta di una Waterloo, per le visite una battaglia che si sta perdendo ma ancora si combatte. Chiaro che il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, invita Regioni e Asl a darsi una mossa. D’altra parte i numeri sono numeri e sono, in casi come questi, impietosi.
Come invertire la rotta?
Si dice sempre che il problema che attanaglia le varie Asl abruzzesi, soprattutto quelle di confine (come la Asl di Teramo) sono le liste di attesa, viene da dire: come si pensa di migliorare la situazione con questi numeri? Se qualcuno invece di aspettare due anni e mezzo passa il Tronto e va nelle Marche oppure in Lombardia come si può dargli torto? Va sottolineato che la classifica tiene conto delle strutture sanitarie pubbliche, non ci sono quelle private, altrimenti la classifica poteva essere anche peggiore ma, peggio di così cos’altro c’è?