Editoria
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di Redazione cronaca

L’Abruzzo figura tra le Regioni che hanno registrato un peggioramento nel rispetto dei tempi massimi delle liste d’attesa. È quanto emerge dal “Numero 0” del nuovo bollettino Agenas, realizzato sulla base dei dati raccolti attraverso la Piattaforma nazionale delle liste di attesa, presentata nel maggio 2026.
Il documento confronta i risultati del primo semestre 2025 con quelli relativi allo stesso periodo del 2026, analizzando sia le prime visite specialistiche sia gli accertamenti diagnostici. In entrambi i settori, il dato abruzzese viene indicato tra quelli in controtendenza rispetto al miglioramento rilevato nella maggior parte del Paese.
Per quanto riguarda le visite specialistiche, sette Regioni hanno confermato percentuali elevate di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunte nel 2025. Liguria e Lombardia hanno invece mostrato un miglioramento significativo, mentre Emilia-Romagna, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano sono cresciute pur restando al di sotto della soglia dell’80 per cento.
Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento hanno invece fatto registrare un peggioramento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. In cinque Regioni, inoltre, il rispetto dei tempi rimane ancora inferiore al 70 per cento, sebbene in Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Umbria siano stati rilevati segnali di inversione di tendenza.
Uno scenario simile emerge dall’analisi degli esami diagnostici. Dieci Regioni hanno mantenuto percentuali superiori all’80 per cento, mentre Liguria e Lombardia hanno migliorato sensibilmente le proprie prestazioni. Il Friuli-Venezia Giulia è passato dal 76,1 all’80,4 per cento e progressi sono stati registrati anche nella Provincia autonoma di Trento, in Puglia, Sardegna e Umbria.
L’Abruzzo, insieme a Sicilia e Valle d’Aosta, rientra invece tra le Regioni che, partendo già da percentuali inferiori all’80 per cento, hanno ulteriormente peggiorato il rispetto dei tempi massimi previsti.
La nuova piattaforma nazionale monitora le quattro classi di priorità: urgente, breve, differita e programmata. L’analisi riguarda 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 prestazioni diagnostiche individuate dal Piano nazionale delle liste d’attesa 2019-2021, con particolare riferimento alle prenotazioni effettuate all’interno dell’azienda sanitaria di appartenenza dell’assistito.
Il bollettino sarà pubblicato con cadenza trimestrale e punta a diventare uno strumento stabile di trasparenza nei confronti dei cittadini, rendendo visibili i risultati delle misure adottate per ridurre le attese e mettendo in evidenza le criticità sulle quali intervenire.
Per l’Abruzzo, il primo quadro restituito da Agenas rappresenta dunque un nuovo segnale d’allarme: mentre gran parte delle Regioni consolida o migliora le proprie prestazioni, il sistema sanitario regionale arretra sia sul fronte delle visite sia su quello degli esami diagnostici.