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Commercio

Importazioni alimentari: lo scandalo della concorrenza sleale in UE

Coldiretti a Strasburgo per proteggere subito la sicurezza alimentare e il reddito agricolo

Importazioni alimentari: lo scandalo della concorrenza sleale in UE
di Luca Di Renzo
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La mobilitazione di Coldiretti approda a Strasburgo, portando nel cuore delle istituzioni europee il grido d'allarme di migliaia di agricoltori. Al centro della protesta, guidata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, vi è il rifiuto categorico verso le importazioni sleali che minacciano la tenuta del settore.

La delegazione, arricchita dai giovani di Coldiretti Abruzzo coordinati da Carla Di Michele, punta il dito contro l'accordo Mercosur e la gestione della Commissione Europea.

​Il principio cardine richiesto è la reciprocità: chiunque esporti nel mercato unico deve rispettare i medesimi standard sanitari, ambientali e lavorativi imposti alle imprese italiane. Attualmente, solo una minima parte delle merci viene verificata nei porti, esponendo i cittadini a rischi per la salute a causa di sostanze chimiche vietate in Europa.

Carla Di Michele ha sottolineato come la sovranità alimentare sia messa a rischio da una deriva ideologica che ignora le esigenze dei territori

​Le richieste di Coldiretti sono chiare: trasparenza totale con l'obbligo di origine in etichetta per ogni prodotto e l'abolizione del codice doganale che permette di mascherare la provenienza delle materie prime.

Ettore Prandini ha ribadito che «la battaglia continuerà finché la Commissione Von der Leyen non garantirà tutele certe contro i veleni che arrivano dall'estero».

Presenti alla manifestazione anche i rappresentanti abruzzesi Leonardo Rocchetti, Miriana Coccia, Cristiana Lauriola e Guido Di Primio, a difesa degli investimenti dei giovani imprenditori agricoli.