L'ordinanza
Famiglia nel bosco, il tribunale allontana la madre dalla struttura di Vasto dove stava con i figli: interviene il Garante
di Luca Di Renzo

L’escalation bellica in Medio Oriente continua a riflettersi sul traffico aereo civile, lasciando oltre cento cittadini abruzzesi in una condizione di stallo forzato negli Emirati Arabi Uniti. Il lancio di missili e droni ha imposto la chiusura a intermittenza dei cieli, trasformando il viaggio di ritorno in un’incognita legata all’apertura di corridoi sicuri.
Ad Abu Dhabi, il giornalista Fabrizio Masciangelo testimonia una situazione di estrema incertezza: dopo la cancellazione del volo diretto a Roma, molti passeggeri sono stati inseriti in liste d’attesa per Milano, vivendo una sorta di isolamento logistico. La confusione regna sovrana negli scali, con viaggiatori svegliati nel cuore della notte per imbarchi poi annullati e trasferimenti continui tra aeroporto e hotel.
Non va meglio a Dubai, dove un gruppo di crocieristi, tra cui Gabriele Spezzaletti, attende di conoscere la data definitiva del rimpatrio. Nonostante le rassicurazioni per un possibile rientro entro il sabato: il clima resta teso.
Giuseppe Conversano, esponente di Rimborso al volo, parla di uno tsunami per l’intero comparto turistico, aggravato dal costo dei biglietti aerei schizzato alle stelle. Mentre la guerra imperversa nei cieli, la priorità resta la messa in sicurezza dei connazionali ancora intrappolati in questa bolla di attesa forzata lontano dall’Italia.