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Il caso

Famiglia nel bosco, i bambini saranno ascoltati dai giudici (senza genitori): cosa vuole chiarire la Corte d'Appello

Intanto i legali della famiglia replica all'Anm Abruzzo

I genitori della famiglia nel bosco a Palmoli
I genitori della famiglia nel bosco a Palmoli
di Redazione cronaca
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L'AQUILA. I bambini della famiglia nel bosco di Palmoli dovranno essere sentiti di nuovo dal Tribunale, senza condizionamenti da parte dei genitori.

Ad affermarlo è la corte d'Appello dell'Aquila nel provvedimento con cui, due giorni fa, ha respinto il ricorso dei legali contro l'ordinanza di sospensione della responsabilità genitoriale e il conseguente allontanamento dei minori in una casa famiglia.

L'ascolto dei bambini

«L'ascolto dei minori», scrivono i giudici, «dovrà essere rinnovato con la partecipazione di un interprete e all'esito della maturazione delle condizioni che consentano ai minori di esprimersi liberamente al riparo da potenziali condizionamenti dei genitori o delle altre controparti».

L'audizione, sottolinea la Corte, «non è affatto un atto istruttorio, ma un diritto del minore (che abbia compiuto dodici anni o che, se di età inferiore, abbia raggiunto una sufficiente capacità di discernimento) attraverso il quale è assicurata la libertà di autodeterminarsi e di esprimere la propria opinione». 

Nella sentenza, in cui si respingono punto su punto tutti i reclami degli avvocati, si sottolinea la «mancanza di cure» e la «deprivazione della socialità» nei confronti dei tre minori. I giudici corroborano questo aspetto riferendo anche che al momento dell'ingresso in casa famiglia, una delle bambine aveva «una bronchite acuta con broncospasmo non segnalata e non curata dai genitori».

I legali della famiglia

«Restiamo perplessi dinanzi all'intervento della Anm Abruzzo. Non è condivisibile che si entri nel merito, ma ancora meno condivisibile è esaltare la correttezza della ordinanza di allontanamento dei minori. La magistratura non solo deve essere terza ma deve anche apparire tale». Così, in una nota, Marco Femminella e Danila Solinas, i legali della famiglia nel bosco , replicano al comunicato diffuso ieri dai magistrati abruzzesi contro gli attacchi del governo all'operato dei giudici della corte d’Appello. 

I due avvocati proseguono: «Quindi, seguendo il ragionamento del sindacato dei magistrati, saremmo stati legittimati a ritenere che la riforma della ordinanza avrebbe giustificato la riprovevole aggressione subita dalla presidente Angrisano. Non crediamo sia così e non si può lasciare intendere questo - continuano i due avvocati -. Così argomentando si rischierebbe di essere equivocati. Così come si rischierebbe di fraintendere la assemblea della ANM tenutasi dai Magistrati abruzzesi nella Corte di Appello di L'Aquila. La chiusura della stessa al grido 'siamo tutti Cecilia Angrisano' non aveva nulla a che fare con la legittimità o meno della ordinanza. Non si può e non si deve argomentare cercando nella convalida di un provvedimento 'cautelare' il rispetto della autonomia della magistratura. Sarebbe fuorviante e pericoloso. Nessuno sia prigioniero della caverna». 

Dossier Famiglia nel bosco: qui per approfondire