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Economia

De Cecco, l’orgoglio d’Abruzzo conquista l’Italia: è la seconda azienda dove si lavora meglio nel Paese - I segreti del colosso e la classifica nazionale

Dal pastificio nato ai piedi della Majella al successo internazionale: storia, numeri, stabilimenti e governance di uno dei marchi simbolo del Made in Italy alimentare

Uno degli stabilimenti De Cecco in Abruzzo
Uno degli stabilimenti De Cecco in Abruzzo
di Tommaso Silvi
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CHIETI. C’è anche l’Abruzzo ai vertici della classifica Italy’s Best Employers 2027. Il gruppo De Cecco conquista il secondo posto assoluto nella graduatoria nazionale elaborata da Statista in collaborazione con il Corriere della Sera sulla base delle valutazioni espresse direttamente dai dipendenti. Davanti all’azienda di Fara San Martino soltanto Lavazza, mentre sul terzo gradino del podio si colloca FinecoBank. 

Una classifica costruita dai lavoratori

La graduatoria Italy’s Best Employers 2027 seleziona i migliori datori di lavoro presenti nel Paese attraverso le valutazioni raccolte tra i dipendenti. Come accennato in precedenza, al primo posto si conferma Lavazza, seguita da De Cecco e da FinecoBank, realtà che rappresentano rispettivamente Piemonte, Abruzzo e Lombardia ai vertici della classifica nazionale. Il risultato ottenuto da De Cecco assume un valore particolarmente significativo perché premia non soltanto la forza di un marchio storico del Made in Italy, ma anche la qualità percepita dell’ambiente di lavoro all’interno di una delle aziende simbolo dell’economia abruzzese.

La storia di un marchio nato ai piedi della Majella

Le radici del gruppo affondano a Fara San Martino, nel cuore della provincia di Chieti, dove il pastificio fondato dalla famiglia De Cecco è cresciuto fino a diventare uno dei principali produttori mondiali di pasta. Ancora oggi lo stabilimento storico sorge ai piedi della Majella ed è alimentato dalle acque delle sorgenti del fiume Verde. Nel sito produttivo si trovano il pastificio originario, lo stabilimento oleario e il punto vendita aziendale, elementi che rappresentano un legame profondo con il territorio abruzzese.

Tre poli strategici in Abruzzo

L’organizzazione industriale del gruppo si sviluppa principalmente su tre sedi. A Fara San Martino si trova il cuore storico dell’azienda, dove vengono prodotte numerose referenze che hanno reso celebre il marchio nel mondo. A Caldari di Ortona è invece presente il grande polo dedicato alla produzione e allo stoccaggio del grano. Negli ultimi anni il sito è stato interessato da importanti investimenti e progetti di ampliamento, confermando il ruolo strategico della struttura all’interno della filiera produttiva. La sede direzionale e amministrativa si trova invece a Pescara, in via Misticoni, dove vengono coordinate le attività del gruppo.

La guida di Filippo Antonio De Cecco

Alla guida dell’azienda c’è Filippo Antonio De Cecco, nato nel 1944 a San Valentino in Abruzzo Citeriore. Erede della storica famiglia imprenditoriale, ricopre il ruolo di amministratore delegato dal 1973 ed è anche presidente del gruppo. Considerato uno dei manager più longevi del panorama industriale italiano, ha accompagnato la crescita dell’azienda per oltre mezzo secolo, contribuendo a trasformare De Cecco in uno dei marchi più riconosciuti dell’industria alimentare nazionale e internazionale.

Oltre mille lavoratori tra azienda e gruppo

Secondo i dati disponibili, la società principale conta circa 570-588 dipendenti, mentre il gruppo nel suo complesso supera i mille addetti considerando le diverse società e l’indotto collegato alle attività produttive. Numeri che aiutano a comprendere il peso economico e occupazionale della De Cecco per l’Abruzzo. Il secondo posto nella classifica Italy’s Best Employers 2027 rappresenta quindi non solo un riconoscimento aziendale, ma anche un risultato che valorizza l’intero territorio regionale. In una graduatoria dominata da grandi gruppi nazionali, la presenza di De Cecco immediatamente alle spalle di Lavazza e davanti a FinecoBank conferma come una realtà nata in Abruzzo possa continuare a competere ai massimi livelli italiani, mantenendo saldo il legame con le proprie origini e con la comunità in cui è cresciuta.