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Il caso

Teramo, una buca la manda dall’ortopedico: «Le nostre strade sono diventate trappole»

La denuncia dopo la caduta in via Duca d’Aosta: distorsione e contusioni. «Si spendono soldi per nuove opere, ma chi cammina continua a rischiare di farsi male»

La fasciatura
La fasciatura
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. A Teramo basta una passeggiata nel centro storico per rischiare di finire dall’ortopedico. È quanto accaduto a una cittadina che, nella serata di giovedì 9 luglio, mentre percorreva a piedi via Duca d’Aosta per andare a ritirare un vassoio di pizza, è incappata in una profonda irregolarità della carreggiata.

Erano circa le 20.25. Un passo sbagliato, il piede che finisce nel dissesto e subito un dolore fortissimo. Il bilancio, racconta la donna, è stato di una dolorosa distorsione accompagnata da una forte contusione al ginocchio e al polpaccio destro.

Le condizioni erano tali da costringerla a chiamare il marito per riuscire a tornare a casa. Il giorno successivo, con il dolore ancora intenso, si è rivolta al proprio ortopedico, che ha prescritto una terapia e indicato eventuali controlli successivi.

Ma la vicenda personale diventa soprattutto l’occasione per denunciare un problema che, secondo la cittadina, riguarda ormai troppe zone di Teramo.

«È possibile continuare a ignorare il vergognoso degrado in cui versano molte strade della città?», chiede. Il punto è semplice: chi cammina a piedi non può trasformare ogni spostamento in una continua caccia alla buca, con lo sguardo inchiodato a terra per evitare avvallamenti, crepe e ostacoli.

«Non abbiamo occhi dietro la testa né sensori capaci di individuare ogni pericolo sotto i nostri piedi», scrive la donna, che rivolge una domanda altrettanto diretta agli amministratori: «Le percorrono mai le strade di Teramo? E se lo fanno, come possono non vedere in che condizioni si trovano?».

La critica investe anche le scelte compiute negli ultimi anni. La cittadina sottolinea come siano state realizzate opere importanti e costose, comprese le piste ciclabili, mentre marciapiedi e carreggiate continuerebbero in molti punti a presentare situazioni di evidente dissesto.

E qui la denuncia diventa inevitabilmente politica. Secondo la donna, troppo spesso i cittadini tornano al centro dell’attenzione soltanto durante le campagne elettorali, salvo poi essere dimenticati quando si tratta di affrontare i problemi ordinari e quotidiani della città. Una buca, del resto, non fa notizia fino a quando qualcuno non ci cade dentro.

Poi arrivano il dolore, le visite mediche, le terapie e, soprattutto, una domanda che diventa difficile ignorare: quanto deve aspettare ancora Teramo prima che la manutenzione delle sue strade torni a essere considerata una vera priorità?