L'incidente
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di Tito Di Persio

TERAMO. Emergenza acqua nei due laghetti della Villa comunale, dove vivono oltre cento tartarughe insieme a cigni, papere, anatre, pesci e anche un airone. Da due giorni, infatti, sarebbe venuta meno la consueta immissione dell’acqua proveniente dal Vezzola attraverso una condotta utilizzata anche dall’Arap.
Una situazione delicata, soprattutto in queste giornate estive, con temperature elevate che rendono fondamentale garantire un adeguato ricambio dell’acqua per salvaguardare l’equilibrio dei laghetti e la salute degli animali presenti.
Sulla vicenda era già intervenuto l’assessore comunale Mimmo Sbraccia, che dopo un lungo confronto aveva verbalizzato un accordo per assicurare l’approvvigionamento idrico della Villa comunale. Un’intesa che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, non sarebbe stata rispettata nei termini previsti.
Nel pomeriggio di ieri si è tentato di tamponare la situazione riversando nei laghetti circa 130 quintali d’acqua, ma si tratta soltanto di un intervento temporaneo. L’emergenza, infatti, non può considerarsi conclusa.
Il problema resta quello di ripristinare con continuità l’afflusso necessario attraverso la condotta, evitando che ogni giornata di caldo trasformi la Villa comunale in una corsa contro il tempo per garantire la sopravvivenza degli animali.
Ora servono risposte rapide e soprattutto il rispetto degli accordi già messi nero su bianco: perché oltre cento tartarughe, cigni, anatre, papere e pesci non possono dipendere da interventi occasionali con le autobotti. Nei laghetti della Villa l’acqua deve tornare a scorrere con regolarità.