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Il caso

Un falso sms della banca, le credenziali consegnate al telefono e in poche ore sparisce il conto: geometra teramano truffato di 15mila euro

Prelievi tutti di piccola entità: uno stratagemma che nei fatti ha ritardato anche la scoperta della truffa. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Tito Di Persio
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TERAMO. Gli è bastato rispondere a un messaggio che sembrava della sua banca. In poche ore, un geometra teramano di 62 anni si è ritrovato il conto corrente svuotato di circa 15mila euro, con venti transazioni online fatte usando le sue credenziali.

La Procura, con il pm Greta Aloisi, ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. Prelievi tutti di piccola entità, uno stratagemma che nei fatti ha ritardato anche la scoperta della truffa. Nella denuncia l’uomo ha raccontato che nei giorni precedenti aveva ricevuto un sms dal suo istituto di credito, o da quello che ha creduto tale: lo avvertiva che sul conto era stata attivata un’operazione da circa 5mila euro, con modalità mai risultate sul suo profilo cliente.

L’operazione, diceva il messaggio, era stata bloccata, e per completare il blocco gli sono state chieste alcune credenziali. Il geometra le ha comunicate senza pensarci due volte, ignorando gli appelli che ormai da tempo arrivano da forze dell’ordine e banche. È quasi certo che i cybercriminali siano entrati in possesso dei dati in questo modo. Il copione è noto agli esperti della Polizia postale: messaggi che giocano sull’urgenza, come «Gentile cliente, è stata richiesta una spesa di mille euro, se non è lei segua il link».

Il link porta in una pagina simile a quella della banca, ma mai quella vera, dove vengono richiesti dati d’accesso e numero di cellulare, con la scusa di bloccare un finto bonifico mai avvenuto. Il vero bonifico, purtroppo, parte a favore dei truffatori nel momento in cui l’utente cade nella rete. Subito dopo arriva la chiamata per ottenere la one time password che giunge via sms: con quel codice i cybercriminali possono eseguire le operazioni. Il caso teramano si inserisce in un allarme lanciato dai media nazionali in tutta Italia: il trend è in crescita e, spiegano gli esperti, conferma come questa sia una delle frontiere più avanzate dei cybercriminali, con conti svuotati in poche ore a colpi di piccole transazioni a raffica. Le vittime aumentano, dai nomi noti ai tantissimi meno noti.

La raccomandazione delle forze dell’ordine è sempre la stessa: non rivelare mai i propri dati e contattare direttamente la banca o l’ufficio postale, la strada più indicata per non cadere in truffe ormai quotidiane.