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Maltrattamenti in famiglia

Ex marito ai domiciliari con braccialetto elettronico: l’accusa è di vessazioni, aggressioni e persecuzioni

Alcune dei comportamenti vessatori sarebbero avvenuti anche alla presenza dei figli, uno dei quali minorenne

Ex marito ai domiciliari con braccialetto elettronico: l’accusa è di vessazioni, aggressioni e persecuzioni
di Tito Di Persio
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TERAMO. È finito agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, un uomo destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento arriva al termine di un’attività investigativa avviata dalla Polizia di Stato dopo la denuncia presentata dall’ex moglie.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, nelle settimane precedenti la donna avrebbe subito una serie di presunte vessazioni quotidiane e aggressioni fisiche, alcune delle quali sarebbero avvenute anche alla presenza dei figli, uno dei quali minorenne.

La situazione sarebbe proseguita anche dopo la fine della convivenza. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbe infatti presentato anche sotto l’abitazione dell’ex moglie, rivolgendole insulti e assumendo, secondo l’ipotesi investigativa, comportamenti persecutori.

Una condotta che avrebbe determinato nella donna un crescente stato d’ansia e il timore per la propria serenità familiare e per la propria incolumità.

Gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile sono stati quindi trasmessi alla Procura della Repubblica di Teramo, che ha richiesto l’applicazione della misura cautelare. Il Gip, valutati gli elementi investigativi, ha disposto gli arresti domiciliari con l’utilizzo del dispositivo elettronico di controllo.

Il provvedimento, tuttavia, si inserisce nella fase delle indagini preliminari. L’uomo è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. La misura cautelare è stata inoltre adottata nella fase precedente al pieno contraddittorio tra le parti, che si svolgerà davanti al giudice competente, il quale potrà valutare anche l’eventuale insussistenza di responsabilità a carico dell’indagato.

Le indagini della Polizia di Stato proseguono per ricostruire compiutamente la vicenda e verificare tutti gli elementi contestati nell’ambito del procedimento.