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Fa discutere

Trasporto pubblico nelle aree montane, i genitori chiedono chiarimenti: «Più attenzione alla qualità del servizio»

Diverse famiglie segnalano possibili criticità nei collegamenti con Teramo: dubbi sulla capienza e sulle condizioni di alcuni autobus, sull'affidamento delle corse ai privati e sulla frequenza dei controlli

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Il trasporto pubblico nelle aree montane della provincia di Teramo finisce al centro delle preoccupazioni di alcune famiglie, che chiedono maggiori garanzie sulla qualità dei collegamenti utilizzati quotidianamente dagli studenti per raggiungere le scuole.

Le osservazioni riguardano diverse tratte che interessano Isola del Gran Sasso, Castelli, San Giorgio, Nerito, Montorio al Vomano e Teramo, oltre ai collegamenti che coinvolgono Fano Adriano, Cortino, Valle Castellana, Val Vomano, Basciano, Canzano e altre località del territorio provinciale.

Al centro della segnalazione ci sono alcuni aspetti organizzativi del servizio e, in particolare, l'utilizzo di vettori privati per lo svolgimento di determinate corse. Una modalità gestionale sulla quale i genitori non esprimono un giudizio negativo a priori, ma rispetto alla quale chiedono di conoscere le garanzie previste per gli utenti.

Secondo quanto riferito da alcune famiglie, in determinate circostanze sarebbero stati utilizzati autobus apparentemente poco capienti rispetto al numero dei passeggeri. Altri dubbi riguarderebbero l'età e le caratteristiche di alcuni mezzi impiegati.

Si tratta di osservazioni che, al momento, non consentono di stabilire l'esistenza di irregolarità o violazioni delle disposizioni vigenti, ma che i genitori ritengono meritevoli di approfondimento.

«Non vogliamo formulare accuse nei confronti degli autisti o delle aziende coinvolte. Chiediamo semplicemente di sapere quali controlli vengano effettuati sui mezzi e quali garanzie siano previste per la sicurezza dei nostri figli», spiegano le famiglie.

Un'altra questione sollevata riguarda la presenza del personale incaricato della verifica dei titoli di viaggio. Secondo alcune segnalazioni, i controlli apparirebbero poco frequenti su determinate tratte, circostanza che potrebbe rendere più difficile prevenire eventuali irregolarità. Anche su questo punto, tuttavia, non sono disponibili dati che consentano di quantificare il fenomeno.

I genitori chiedono quindi chiarimenti sui criteri di affidamento delle corse ai vettori privati, sulle verifiche relative alla manutenzione e alla capienza degli autobus, sulle modalità di monitoraggio della qualità del servizio e sulla programmazione dei controlli.

La questione assume un significato particolare nelle aree interne, dove il trasporto pubblico rappresenta spesso un collegamento indispensabile con gli istituti scolastici e i principali centri urbani.

Le distanze, le caratteristiche della viabilità montana e le difficoltà negli spostamenti rendono ancora più importante poter contare su un servizio efficiente e adeguato alle necessità degli utenti.

«Ogni mattina affidiamo i nostri figli al trasporto pubblico. È naturale voler conoscere le condizioni in cui viaggiano e avere rassicurazioni sulla qualità del servizio», sottolineano i genitori.

Nessuna intenzione, almeno nelle parole delle famiglie, di alimentare contrapposizioni con il gestore o con gli operatori del settore. L'obiettivo dichiarato è quello di avviare un confronto costruttivo per individuare eventuali criticità e possibili miglioramenti.

Resta dunque una richiesta di chiarimenti rivolta alla società di trasporto e agli enti competenti, ai quali spetterà eventualmente verificare le situazioni segnalate e fornire risposte sui controlli già effettuati e sugli interventi programmati.

Perché nelle aree montane, dove ogni collegamento può fare la differenza nella vita quotidiana di una famiglia, anche la qualità di una corsa scolastica rappresenta un elemento fondamentale del diritto allo studio.

La domanda dei genitori rimane aperta: quali garanzie e quali prospettive di miglioramento possono essere offerte agli studenti e ai cittadini delle zone interne della provincia di Teramo?