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Tribunale

Teramo, uccise il padre con 90 coltellate: la Corte d’Appello conferma 14 anni a Francesco Di Rocco

Gli amici: «Siamo dispiaciuti, Francesco è stato una vittima». L'avvocato: «Attendiamo motivazioni»

Teramo, uccise il padre con 90 coltellate: la Corte d’Appello conferma 14 anni a Francesco Di Rocco
di Redazione Teramo
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TERAMO. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado pronunciata dalla Corte d’Assise nei confronti di Francesco Di Rocco, il 49enne di Teramo che nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2023 uccise il padre Mario con circa 90 coltellate.

La condanna

Resta dunque la pena di 14 anni di reclusione per omicidio volontario, con il riconoscimento dell’attenuante dello stato d’ira. I giudici hanno respinto le richieste della difesa, che puntava a uno sconto di pena attraverso il riconoscimento delle attenuanti generiche.

Le richieste della difesa

L’avvocata Federica Benguardato aveva invocato una riduzione della pena, richiamando anche recenti precedenti giurisprudenziali e sottolineando la condizione psicologica dell’imputato, descritta in perizia come assimilabile a quella di un bambino.

La motivazione dei giudici

Dopo circa un’ora e mezza di camera di consiglio, la Corte ha confermato integralmente la sentenza di primo grado. Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni, passaggio che consentirà alla difesa di valutare eventuali ulteriori iniziative.

Le reazioni

«Prendo atto della decisione, anche se resto delusa», ha commentato l’avvocata Benguardato. In aula erano presenti anche due amici di Francesco Di Rocco, che hanno espresso amarezza per l’esito del processo, ribadendo il sostegno personale all’imputato e raccontando una lunga storia familiare segnata da isolamento e controllo.