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Amministrative

Roseto degli Abruzzi, Identità Culturale Rosetana fa un passo indietro: «Il centrodestra ha perso la sua unità»

Il rischio, senza una ritrovata compattezza, è di arrivare divisi al voto e di allontanare la possibilità di un’alternanza alla guida della città

William Di Marco
William Di Marco
di Tito Di Persio
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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Identità Culturale Rosetana fa un passo indietro. Lo fa con amarezza, dopo aver preso atto che quella unità del centrodestra che nel 2021 aveva portato l’intera coalizione fino al ballottaggio oggi sembra ormai lontana.

E guardando alle Amministrative del 2027, l’associazione lancia un messaggio politico preciso: senza una ritrovata compattezza, il rischio è quello di arrivare al voto divisi e di allontanare ancora una volta la possibilità di un’alternanza alla guida della città.

Tutto era iniziato nel luglio del 2021, a pochi mesi dalle elezioni comunali. La nascita di Identità Culturale Rosetana aveva un obiettivo ben preciso: mettere insieme le forze del centrodestra e chiedere a tutti di anteporre il progetto per Roseto agli interessi dei singoli.

In quella tornata elettorale William Di Marco fu il candidato sindaco dell’intero centrodestra. A sostenerlo c’erano Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Identità Culturale Rosetana, insieme all’Udc e a Rinascimento, il movimento di Vittorio Sgarbi. Una coalizione costruita in tempi stretti, appena due mesi prima del voto, ma capace di raggiungere il ballottaggio nonostante la presenza di quattro coalizioni di centrosinistra.

La sconfitta arrivò al secondo turno, ma con uno scarto minimo. E proprio quel risultato, secondo Identità Culturale Rosetana, avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per costruire il futuro politico della città. L’idea era semplice: Roseto doveva tornare al centro della politica locale. Secondo l’associazione, però, negli anni successivi quel percorso si è progressivamente indebolito.

Gli equilibri politici provinciali e regionali avrebbero finito per condizionare sempre più le scelte locali, spostando l’attenzione dalle esigenze della città ad altri interessi.Un segnale, secondo Identità Culturale Rosetana, era già arrivato con le vicende legate alle elezioni del Consiglio provinciale del 2021. Ma il riferimento più recente è alla Riserva del Borsacchio, la cui riduzione è stata decisa dalla maggioranza di centrodestra in Regione. Una vicenda che, per l’associazione, rappresenta bene la distanza che si sarebbe creata tra le esigenze del territorio e alcune scelte politiche.

Nel 2022 William Di Marco aveva scelto di lasciare il Consiglio comunale, rassegnando le proprie dimissioni. Identità Culturale Rosetana, invece, ha continuato a lavorare sul territorio, concentrandosi sulle attività culturali e civili. Convegni, iniziative, una scuola di politica e una nuova spinta all’attività editoriale sono stati gli strumenti attraverso i quali l’associazione ha continuato a mantenere vivo il proprio rapporto con la città.

Ora, però, arriva la presa d’atto. La compattezza del 2021 non c’è più. E in vista delle elezioni della primavera 2027, il centrodestra rischia di presentarsi agli elettori profondamente diviso, addirittura in due o tre schieramenti. È questo il punto che più amareggia l’associazione. Perché, secondo Identità Culturale Rosetana, gli elettori fanno fatica a comprendere divisioni e contrapposizioni proprio nel momento in cui sarebbe necessaria una sintesi.

La politica, è il ragionamento, dovrebbe riuscire a mettere da parte personalismi e ambizioni individuali quando è in gioco un progetto più grande. E quel progetto, per l’associazione, dovrebbe essere Roseto.

Quando questo non accade, però, le conseguenze non ricadono soltanto sulla coalizione. A perdere è la città, che rischia di vedere ancora una volta sfumare la possibilità di un’alternanza amministrativa.

Da qui la decisione di fare un passo indietro. «Per queste ragioni Identità Culturale Rosetana fa un passo indietro, e lo fa a malincuore», afferma l’associazione, chiarendo però che il passo indietro non significa abbandonare Roseto.

Identità Culturale Rosetana continuerà infatti a riunirsi, confrontarsi e lavorare come associazione, mantenendo il proprio impegno nella vita culturale e civile della città e nella valorizzazione dell’identità rosetana.

Una scelta che chiude, almeno per il momento, una fase politica, ma lascia aperta una riflessione in vista del 2027. Perché il centrodestra che nel 2021 era riuscito a trovare una sintesi e a sfiorare la conquista del Comune oggi appare nuovamente frammentato.

E il messaggio di Identità Culturale Rosetana è chiaro: senza unità, il rischio è che a pagare il prezzo delle divisioni politiche sia ancora una volta Roseto.