Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Mentre in molte città italiane il tema dell’accessibilità urbana entra sempre più spesso nel dibattito pubblico, a Teramo la quotidianità sembra raccontare una realtà più complessa.
Nonostante la presenza del disability manager del Comune, figura istituita proprio per favorire l’inclusione e abbattere le barriere architettoniche, numerosi problemi continuano a emergere nelle strade e nei marciapiedi cittadini.
Capita frequentemente di imbattersi in marciapiedi dissestati, buche nei pressi degli scivoli o automobili parcheggiate in modo da impedire il passaggio. Situazioni che per molti rappresentano semplici disagi, ma che per le persone con disabilità – in particolare per chi si muove in carrozzina – diventano ostacoli difficili da superare. Anche azioni quotidiane, come attraversare una strada, possono trasformarsi in un percorso complicato.
A riaccendere l’attenzione sul problema è stato recentemente un episodio avvenuto in corso Cerulli, dove una madre è caduta mentre teneva in braccio la figlia di appena dieci mesi. Nel tentativo di proteggere la bambina durante la caduta, la donna ha riportato un forte colpo al costato e al volto.
Un fatto che riporta al centro del dibattito la sicurezza degli spazi urbani e la reale accessibilità della città, sollevando interrogativi sullo stato delle infrastrutture e sulle priorità per il futuro di Teramo.