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Barriere

Teramo, la città è poco accessibile: madre inciampa e si ferisce per proteggere la bimba di dieci mesi

Troppi ostacoli da superare per le persone con disabilità e non solo

Uno dei tratti dissestati
Uno dei tratti dissestati
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Mentre in molte città italiane il tema dell’accessibilità urbana entra sempre più spesso nel dibattito pubblico, a Teramo la quotidianità sembra raccontare una realtà più complessa.

Nonostante la presenza del disability manager del Comune, figura istituita proprio per favorire l’inclusione e abbattere le barriere architettoniche, numerosi problemi continuano a emergere nelle strade e nei marciapiedi cittadini.

Capita frequentemente di imbattersi in marciapiedi dissestati, buche nei pressi degli scivoli o automobili parcheggiate in modo da impedire il passaggio. Situazioni che per molti rappresentano semplici disagi, ma che per le persone con disabilità – in particolare per chi si muove in carrozzina – diventano ostacoli difficili da superare. Anche azioni quotidiane, come attraversare una strada, possono trasformarsi in un percorso complicato.

A riaccendere l’attenzione sul problema è stato recentemente un episodio avvenuto in corso Cerulli, dove una madre è caduta mentre teneva in braccio la figlia di appena dieci mesi. Nel tentativo di proteggere la bambina durante la caduta, la donna ha riportato un forte colpo al costato e al volto.

Un fatto che riporta al centro del dibattito la sicurezza degli spazi urbani e la reale accessibilità della città, sollevando interrogativi sullo stato delle infrastrutture e sulle priorità per il futuro di Teramo.