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Alba Adriatica, la truffa degli affitti si allarga: perché potrebbe essere solo la punta dell’iceberg - Video: la testimonianza

Nuove denunce e accuse anche di molestie. Le vittime parlano di uno schema ripetuto da anni

Alba Adriatica, la truffa degli affitti si allarga: perché potrebbe essere solo la punta dell’iceberg - Video: la testimonianza
di Redazione Teramo
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ALBA ADRIATICA. La denuncia dei carabinieri della stazione di Alba Adriatica, resa nota nei giorni scorsi, potrebbe rappresentare solo l’inizio di una vicenda più ampia. Un uomo residente in zona è stato segnalato per truffa aggravata dopo aver pubblicato online annunci falsi per l’affitto dell’appartamento in cui vive, inducendo almeno tre persone a versare caparre da 200, 500 e 800 euro.

Le vittime si mettono in contatto

Dalla notizia sono emerse altre testimonianze. Alcune persone truffate hanno iniziato a confrontarsi tra loro, ipotizzando che i casi possano essere molti di più. Una delle vittime, Katia (nome di fantasia), racconta che l’uomo si presentava come proprietario dell’immobile pubblicizzato sui portali, quando in realtà l’appartamento era solo in affitto.

La testimonianza

Il sistema per convincere gli inquilini

Per rendere credibile la situazione venivano inviati video della casa con la presenza della famiglia e dei bambini. Durante le visite all’appartamento era presente anche la moglie. Secondo le vittime, questo avrebbe contribuito a creare fiducia negli interessati.

Per spingere a pagare subito la caparra, l’uomo spiegava che la richiesta di case sulla costa era altissima e che l’immobile sarebbe stato assegnato al primo in grado di versare il denaro.

Contratti e ricevute falsi

Dopo il pagamento venivano inviati contratti di locazione fittizi e ricevute di registrazione all’Agenzia delle Entrate contraffatte. Le caparre richieste sarebbero state volutamente basse per scoraggiare eventuali denunce.

Secondo quanto riferito da alcune vittime, tra coloro che hanno presentato denuncia si parlerebbe complessivamente di circa 5mila euro.

Le nuove accuse

Nella querela presentata ieri compaiono anche accuse di molestie. Una donna ha riferito di aver ricevuto materiale pornografico e messaggi inappropriati, nonostante le richieste di interrompere i contatti.

Tra i reati ipotizzati figurano truffa aggravata e continuata, sostituzione di persona, falsità materiale e ideologica in atto pubblico e molestie, con richiesta di applicazione del codice rosso e accertamenti anche sull’eventuale associazione a delinquere.

Le indagini in corso

Le vittime chiedono che la vicenda venga approfondita, ipotizzando uno schema utilizzato più volte anche in altre zone d’Italia. È stata inoltre chiesta una segnalazione al Tribunale per i minorenni, per verificare il coinvolgimento dei figli della coppia. Sulla vicenda proseguono le indagini dei carabinieri.