L'intervento
Teramo, forte odore di gas: strada chiusa al traffico - Video
di Giancarlo Falconi

SAN MAURO DI ROMAGNA. Il disastro che non ti aspetti. La prima sconfitta in trasferta della stagione per il Teramo arriva sul campo di quella che, dopo la penalizzazione di due punti, era l'ultima in classifica, e costa ai biancorossi lo scivolamento in terza posizione a -3 dall'Ancona e a -1 dall'Ostiamare, che il 15 marzo _ dopo la sosta _ sarà di scena al Bonolis. Nulla è perduto, certo, ma è una brutta botta. Anche e soprattutto perché il risultato è figlio di una prestazione horror del Diavolo, che per tre quarti di partita è stato irriconoscibile e solo nel disperato assalto finale ha messo in difficoltà la Sammaurese, andando anche vicino al 2-2 prima di prendere il terzo gol sul classico contropiede a campo aperto.
Prima dell'assalto finale, c'è stato il nulla pressoché assoluto. Nel primo tempo il Teramo ha mostrato tutto il peggio che una squadra di calcio può mostrare: approccio molle, difesa ballerina, gestione della palla approssimativa se non inesistente, fase offensiva più sterile di un altopiano antartico. C'erano tre assenze pesanti, è vero (Pietrantonio infortunato, Borgarello squalificato e Alessandretti tenuto in panchina perché in diffida, pensando già all'Ostiamare), ma non possono essere una scusante. Diavolo sotto già al 4': azione veloce sulla destra Cenci-Larhrib, cross basso deviato verso il secondo palo da Filo Valentini, tap-in in scivolata di Bertani. La reazione non arriva, nel Teramo anche i più esperti _ in particolare Sereni e Angiulli _ commettono errori banali e la Sammaurese controlla senza sforzo. Addirittura al secondo affondo, al 23', i romagnoli vanno sul 2-0: lancio lungo di Vasconcellos nell'area biancorossa, difesa in bambola e dopo un paio di rimpalli Merlonghi, calciando un rigore in movimento, fulmina Grillo. Pomante capisce che non c'è tempo da perdere e mette dentro Persano accanto a Njambe, togliendo Cipolletti e passando al 4-4-2, ma la qualità del gioco non migliora e l'unico a creare qualcosa è Pavone, che va via un paio di volte e mette in mezzo dal fondo palle invitanti che prima Njambe e poi, sciaguratamente, Sereni non valorizzano.
Dopo l'intervallo il Teramo si ripresenta con un 4-3-3: fuori Sereni, Maiga Silvestri in mediana e Njambe allargato all'ala sinistra. Non succede nulla di nulla e al quarto d'ora nuovo cambio di sistema: Mariani entra al posto di Angiulli e va all'ala sinistra, si torna al 4-4-2 anche se somiglia più a un 4-2-4. Mariani è l'unico innesto dalla panchina che dà qualcosa, però bisogna aspettare la mezz'ora per annotare un pericolo per la porta di Pollini: Carpani gira fuori un angolo di Pavone e tre minuti dopo tenta il colpaccio in scivolata, ma il portiere lo stoppa in uscita bassa. Al 40' Njambe viene abbattuto in area da Vasconcellos, che nello scontro si fa male, Pavone segna ma l'arbitro aveva già fischiato il rigore. Dopo tre minuti di gioco fermo il bomber biancorosso mette in rete dal dischetto il gol della speranza. Una speranza che però muore in tre puntate: al 45', quando Carpani si divora il 2-2 calciando altissimo con la porta spalancata; al 50', quando Botrini gira fuori un cross di Pavone; e infine al 51', quando Ponticelli va via sulla sinistra e serve dal fondo il subentrato Dimitri che da due passi segna l'impietoso 3-1 finale. Il Teramo, in quel momento, era praticamente senza centrocampo visto che Pomante al 46' aveva inserito Alessandretti a fare il terzo centravanti.
Dal disastro in terra romagnola si salva solo la tifoseria biancorossa, che ha continuato a incitare la squadra per tutta la durata del match nonostante lo scempio che aveva davanti agli occhi. Questa tifoseria, il 15 marzo, merita di rivedere il vero Teramo, non l'orribile surrogato di oggi.
PAGELLE TERAMO
Grillo senza voto - Incolpevole sui gol, per il resto non deve fare una parata.
Botrini 5 - In affanno come tutti i colleghi di reparto sugli attacchi avversari, in particolare sul diretto avversario Larhrib.
Cipolletti 5 - Un rientro da titolare infelice, non solo per colpa sua. E' il primo sacrificato da Pomante dopo lo 0-2.
Persano (30' pt) 4.5 - Mai pericoloso, pochissimo coinvolto nel gioco. Anche perché non c'era gioco.
Bruni 5 - L'ombra del pilastro difensivo tante volte ammirato.
Salustri 5 - Anonimo sia da quinto che nella difesa a quattro: sulla sua fascia dominano il dirimpettaio Ponticelli e l'esterno offensivo Larhrib. Nel finale lo rileva Kunze, senza voto.
Angiulli 4.5 - Vorrebbe mettere ordine, finisce con l'essere il motore del disordine.
Mariani (15' st) 6 - Largo a sinistra dà respiro alla manovra e mette in mezzo diversi palloni. Visto come sta ora Sereni, forse meriterebbe una chance da titolare contro l'Ostia.
Carpani 5.5 - Come spesso succede è il più pericoloso in zona gol, ma prima dell'assalto finale fa poco e al 90' spreca malamente la palla del 2-2.
Della Quercia 6 - Non è Pietrantonio, questo è chiaro, ma il compitino lo fa sempre. Difficile attribuirgli responsabilità.
Pavone 5.5 - Nel primo tempo è l'unico a creare qualcosa, nella ripresa sparisce a lungo prima di riapparire nel finale. Non basta.
Sereni 4 - Gioca un primo tempo irritante, condito sullo 0-2 da un'occasione sprecata su assist di Pavone che poteva cambiare la storia del match. Sembra svuotato.
Maiga Silvestri (1' st) 5 - Ha tanta energia ma zero qualità, non dà alcun apporto. Al 91' fa posto ad Alessandretti, senza voto.
Njambe 5 - Non basta il rigore, procurato e trasformato, a salvarlo. Primo tempo da fantasma, ripresa appena meglio.