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Il caso

Teramo, Coppa Interamnia: dietro le luci il caso dei pagamenti mancati

Nonostante gli impegni annunciati, le fatture relative all’edizione 2025 restano ancora inevase

Teramo, Coppa Interamnia: dietro le luci il caso dei pagamenti mancati
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Promesse disattese, pagamenti mai arrivati e un silenzio istituzionale che pesa come un macigno. A Teramo, dietro le luci della Coppa Interamnia, emerge una realtà ben diversa da quella celebrata ogni estate: fornitori lasciati soli, senza tutele e senza risposte.

Nonostante gli impegni annunciati, le fatture relative all’edizione 2025 restano ancora inevase. Non si tratta solo di numeri, ma di lavoro concreto: c’è chi attende 5 mila euro, chi 10 mila, chi arriva a 12 mila. A fronte di queste cifre, si è assistito a una lunga sequenza di rinvii: pagamenti promessi a ottobre, poi prima di Natale, quindi entro febbraio, infine “assolutamente prima di Pasqua”. Scadenze che, una dopo l’altra, si sono dissolte senza lasciare traccia.

Nel frattempo, nessun intervento di mediazione da parte del Comune. Un’assenza che solleva interrogativi sulla gestione complessiva dell’evento e sul ruolo delle istituzioni nel garantire il rispetto degli impegni presi.

E mentre si avvicina una nuova edizione — ormai a pochi mesi dal via — cresce il rischio che la manifestazione si apra in un clima tutt’altro che festoso. Sempre più insistenti le richieste affinché il sindaco valuti una sospensione, almeno fino alla regolarizzazione dei pagamenti dovuti.

La protesta intanto prende forma. La titolare di una struttura ricettiva ha annunciato un gesto eclatante: sedersi al centro del campo di gioco in Piazza Martiri. Un’azione simbolica, ma dal forte impatto, che potrebbe trasformare un evento sportivo in un caso pubblico.

Accanto a lei, altri operatori sono pronti a esporsi. Non per visibilità, ma per rivendicare diritti fondamentali: quello al lavoro e quello, non negoziabile, di essere pagati per prestazioni svolte con professionalità e passione.

Resta una domanda, sempre più urgente: quali nuove promesse verranno formulate dal patron Pierluigi Montauti? E, soprattutto, chi garantirà che questa volta non restino ancora una volta parole senza seguito?