Il caso
Promesse, debiti e oblio: la lunga ombra sulla Coppa Interamnia
di Giancarlo Falconi

TERAMO. «La cosa più importante ragazzi è non farvi strumentalizzare da chi cerca di utilizzare la vostra posizione per avere ragione, visibilità o altra finalità. L'importante è avere competenza, conoscenza prima di parlare, documentarsi, sennò si rischia di utilizzare gli strumenti multimediali per scopi personali o finalità economiche proprie, non per il bene della collettività. La maggior parte delle persone vengono pagate per scrivere, quindi molti scrivono sotto dettatura, senza avere le competenze necessarie. Quando fate attività come quella di ieri, voi avete chiamato in causa la Provincia e stamattina il giornale riportava "studenti contro il presidente"».
Questo è un estratto delle parole del presidente della provincia di Teramo, Camillo D'Angelo che si è tenuto ieri con i ragazzi del Delfico, che si sono recati sotto al palazzo di via Milli per protestare contro la mancata accensione dei termosifoni. Nel parlare di «attività come quella di ieri», D'Angelo fa riferimento allo sciopero, nel giorno dell'inaugurazione del polo della Cona, di alcune quinte dello scientifico Delfico che si sono lamentate per l'organizzazione logistica delle loro classi. Una questione che D'Angelo gli ha detto di dover risolvere con la dirigente scolastica, perché non di competenza della Provincia. Inevitabilmente il giorno dello sciopero e quello successivo, i giornali hanno riportato quanto accaduto, hanno riportato quanto organizzato liberamente dagli studenti, nel loro pieno diritto, che per un motivo o per un altro vivono quella scuola e avranno le loro ragioni.
Personalmente fa sorridere che il presidente D'Angelo dica pubblicamente queste cose contro quella stessa stampa, invitata questa mattina prima della commissione vigilanza, per essere edotta dallo stesso presidente sulla correttezza delle assunzioni dei 14 operai in Provincia. Ricordiamo, operai assunti, legittimamente, tramite l'unica graduatoria aperta di un bando indetto solo pochi mesi prima, il 9 agosto, proprio nel comune di Valle Castellana, di cui lo stesso D'Angelo è sindaco, e che presenta oltre la metà dei candidati con particolari ruoli o legami politici. Ragioni di opportunià, più che di legalità delle procedure. E ora ci arriviamo.
Fa sorridere perché in realtà lo stesso presidente ci sembra il primo a investire proprio sulla comunicazione. Fa sorridere perché nella determina 1309 del 31 dicembre 2025 sembra proprio che il presidente abbia disposto l'«istituzione del nuovo settore “Ufficio Stampa e Comunicazione”, con correlata posizione di elevata qualificazione» a cui destinare ulteriori 8000 euro annui. E sembra, sempre dalla determina, che lo faccia perché «attraverso una efficace comunicazione pubblica, a cominciare da quella istituzionale, si possa assicurare una rafforzata tutela della libertà di informazione del cittadino in una prospettiva di accesso alle informazioni amministrative e trasparenza dell’azione amministrativa». Noi siamo d'accordo e anzi, siamo felici quando un ente pubblico riconosce di dover destinare un apposito settore alla comunicazione. Speriamo solo non venga strumentalizzata da chi viene pagato per scrivere sotto dettatura.
Ma, come sappiamo, la mattinata di oggi in provincia è dedicata alla commissione vigilanza, per quelle assunzioni che fanno sorgere dubbi sull'opportunità amministrativa. La Provincia ha potuto attingere dalla graduatoria di Valle Castellana, legittimamente, senza fare un concorso. E senza neanche passare dal centro per l'impiego. È opportuno?
L'altro giorno abbiamo manifestato le nostre felicitazioni per l'assunzione tra i 14 operai di categoria A, del vicesindaco di Roseto, Angelo Marcone. Oggi allora, dopo Angelo Marcone, vogliamo congratularci con un'altra degli assunti, Virginia Di Bartolomeo. Perché perseverare aiuta. Nel 2023 Virginia Di Bartolomeo si è candidata alle elezioni comunali di Teramo con il centrosinistra. Curiosa la lista in cui si era collocata: In Comune per Te, proprio la lista del presidente, la lista che il presidente della provincia Camillo D'Angelo aveva fatto a sostegno di D'Alberto. Di Bartolomeo ottenne 121 voti e quindi non ce la fece a rientrare. Da quella lista sono entrati invece in consiglio comunale Mimmo Sbraccia, Flavio Bartolini, Graziella Cordone e Fiorenzo Falasca.
Si tratta solo di coincidenze, D'Angelo ha già detto di essere «sereno» e lo dimostrerà prima della commissione vigilanza in una conferenza stampa. E noi ovviamente ci andremo perché purtroppo ancora non ci paga nessuno e per corretteza daremo ampio spazio anche a tutta la sua versione. A più tardi.