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di Redazione Teramo

Valentina D'Acunto è uscita dal carcere di Teramo nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 giugno, a seguito della decisione del Giudice per le indagini preliminari di applicare la misura dell'obbligo di dimora nella provincia di Latina, dopo che le due figlie di 12 e 16 anni erano state ritrovate a Formia domenica scorsa 21 giugno, in seguito a un sequestro di persona aggravato.
La decisione del GIP
La giornata di ieri ha segnato un'importante passo giudiziario per la mamma delle due sorelline, per il compagno Vincenzo Esposito e per il nonno Marco D'Acunto. Dopo gli interrogatori in cui i tre hanno risposto alle domande del magistrato, la giudice ha deciso di convalidare i fermi ma di disporre una misura cautelare più tenue, come richiesto dalla Procura. Un fattore determinante in questa decisione è stato il pentimento espresso dagli indagati durante le deposizioni.
Le origini del piano
Il piano di allontanare le sorelle dalla casa famiglia di Civitella Alfedena sarebbe nato in risposta alla recente sentenza del Tribunale di Cassino, che a fine maggio ha dichiarato la decadenza della responsabilità genitoriale di Valentina D'Acunto. Il provvedimento ha disposto l'affidamento delle minori al padre, Stefano Di Giacinto, mantenendo tuttavia il collocamento delle giovani presso i servizi sociali per i prossimi 24 mesi.
Il futuro delle minori
Attualmente le due adolescenti sono state trasferite in un'altra struttura protetta. Per loro ha inizio ora un delicato percorso di riavvicinamento graduale ai genitori, supervisionato dalle autorità competenti per garantire il benessere e la tutela delle minori coinvolte in questa complessa vicenda familiare.
La smentita del procuratore
l procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo ha smentito categoricamente le recenti indiscrezioni giornalistiche riguardanti la convocazione della donna che ospitò le due sorelle: «Non è in programma interrogare la signora. Non ci sono novità da comunicare: devo attendere alcune risultanze e verificare se la difesa intenda impugnare il provvedimento. Non è emerso null'altro sulla vicenda».