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di Redazione Teramo

TERAMO. L'ennesimo intervento di bonifica è la fotografia di un fenomeno che continua a pesare sulle casse pubbliche e sul decoro della città. L'area adiacente all'isola ecologica di Colleatterrato, a Teramo, resta infatti uno dei punti più colpiti dall'abbandono indiscriminato dei rifiuti, nonostante la presenza di un centro regolarmente destinato al conferimento.
Per contrastare questo comportamento incivile, il Comune ha autorizzato l'installazione di videotrappole che consentiranno di individuare i responsabili degli abbandoni. Una volta identificati, i trasgressori saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni con sanzioni che, nei casi previsti dalla legge e in particolare quando coinvolgono piccole aziende, possono arrivare fino a 26 mila euro, oltre alla sospensione della patente di guida.
Le indagini saranno coordinate dal vice commissario della Polizia Locale, Calvarese, mentre prosegue il lavoro della Teramo Ambiente, costretta solo nella giornata di ieri a effettuare due distinti interventi di bonifica. Operazioni straordinarie che comportano costi aggiuntivi per l'azienda e un notevole impegno da parte degli operatori impegnati nel ripristino delle condizioni di pulizia.
La legislazione italiana prevede un quadro sanzionatorio particolarmente severo nei confronti di chi abbandona rifiuti. Per chi getta a terra piccoli rifiuti, come mozziconi di sigaretta, fazzoletti o scontrini, sono previste multe fino a 1.188 euro. L'abbandono di sacchetti e rifiuti urbani all'esterno dei cassonetti comporta invece sanzioni amministrative comprese tra 1.000 e 3.000 euro.
Per i privati che disperdono rifiuti non pericolosi sul suolo l'ammenda varia da 1.500 a 18.000 euro e, se l'illecito viene commesso utilizzando un veicolo a motore, è prevista anche la sospensione della patente da quattro a sei mesi.
Ancora più pesanti le conseguenze quando l'abbandono riguarda rifiuti pericolosi o attività riconducibili alle imprese: in questi casi possono scattare procedimenti penali, l'arresto e ammende superiori a 26 mila euro. Norme che puntano a tutelare l'ambiente e la salute pubblica, ricordando come gesti solo apparentemente banali possano trasformarsi in violazioni dalle conseguenze molto pesanti.