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Fa discutere

Teramo, baracche con tetti in amianto: verifiche e bonifiche sempre più urgenti

Nel corso degli anni diverse segnalazioni hanno consentito di individuare coperture in amianto danneggiate in varie zone del territorio

Una copertura
Una copertura
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Il tema della presenza di manufatti con coperture in eternit torna al centro dell'attenzione lungo il percorso ciclopedonale che costeggia il fiume a Teramo. Tra le numerose baracche presenti nell'area, alcune mostrano evidenti segni di deterioramento, alimentando dubbi sulla loro sicurezza e sulla necessità di verificare lo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto.

Nel corso degli anni diverse segnalazioni hanno consentito di individuare coperture in amianto danneggiate in varie zone del territorio, portando in molti casi a interventi di sostituzione, bonifica o incapsulamento. Resta però aperta la questione delle strutture ancora esistenti lungo il fiume, dove il degrado potrebbe rappresentare un potenziale rischio per l'ambiente e per la salute pubblica.

Le coperture in amianto, quando si deteriorano o si rompono, possono infatti liberare nell'aria fibre microscopiche che, se respirate, sono associate a gravi patologie come asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma. Si tratta di malattie che possono manifestarsi anche molti anni dopo l'esposizione. Le fibre, inoltre, possono essere trasportate dal vento e dalle precipitazioni, contaminando il terreno e gli ecosistemi circostanti.

La legislazione italiana impone ai proprietari dei manufatti contenenti amianto precisi obblighi di controllo, manutenzione e, quando necessario, di bonifica. Alla luce di questa situazione, torna quindi la richiesta di accertamenti sulle baracche presenti lungo il percorso ciclopedonale, per verificare l'eventuale presenza di condizioni di rischio e individuare gli enti competenti chiamati ad adottare i provvedimenti previsti dalla normativa a tutela della collettività.