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di Tito Di Persio

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Dieci anni dopo il suo primo arrivo a Roseto, Brandon Sherrod è tornato nella città che lo aveva accolto come giocatore e che, nel tempo, è diventata molto più di una semplice parentesi della sua carriera sportiva.
Questa mattina 26 agosto, nella Sala Consiliare del Comune di Roseto degli Abruzzi, l’Amministrazione comunale gli ha consegnato la Rosa d’argento, un riconoscimento pensato per celebrare non soltanto il talento dell’ex giocatore degli Sharks, oggi assistant coach a Yale, ma soprattutto il profondo legame costruito con la comunità rosetana.
Un rapporto nato sul parquet, ma cresciuto ben oltre il basket, attraverso la musica, le amicizie, la solidarietà e la capacità di Sherrod di entrare in sintonia con la città e con le persone che la vivono.
Sherrod ha vestito la maglia degli Sharks nella stagione 2016/2017, tornando poi a Roseto nel campionato 2018/2019. Proprio durante la sua prima esperienza rosetana è nato Italian Journey, il progetto musicale realizzato insieme a Massimiliano Coclite, Morgan Fascioli ed Emanuele Di Teodoro, prodotto da Luca Maggitti e impreziosito dalla partecipazione, come backing vocalist, di Elisa Coclite, oggi conosciuta artisticamente come Casadilego.
Un'esperienza che ha trasformato la passione musicale di Sherrod in un vero e proprio ponte tra culture, persone e linguaggi diversi, diventando anche un momento di solidarietà e condivisione.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco Mario Nugnes, la presidente del Consiglio comunale Gabriella Recchiuti, gli assessori Annalisa D’Elpidio e Gianni Mazzocchetti, il consigliere di opposizione Francesco Di Giuseppe e numerosi tifosi e amici che negli anni hanno mantenuto vivo il rapporto con l’ex cestista.
Particolarmente significativo è stato il ritorno di Morgan Fascioli ed Emanuele Di Teodoro, che hanno ricomposto idealmente tre quarti della formazione di Italian Journey, in assenza di Massimiliano Coclite.
«Quella di Brandon Sherrod è una storia che racconta perfettamente le contaminazioni virtuose che possono nascere quando sport, musica e territorio si incontrano – ha sottolineato il sindaco Mario Nugnes –. Brandon è arrivato a Roseto come giocatore di basket, ma è riuscito a diventare molto di più: una persona capace di entrare in relazione con la nostra comunità, di condividere il proprio talento e di lasciare una traccia che va oltre i risultati sportivi. La Rosa d’argento vuole rappresentare proprio questo: il riconoscimento di un legame che il tempo non ha cancellato e che oggi, con grande piacere, abbiamo avuto l’opportunità di celebrare nuovamente nella casa istituzionale della nostra città».
Visibilmente emozionato, Sherrod ha ringraziato Roseto e le persone che hanno accompagnato la sua esperienza italiana. «Grazie. Adoro Roseto, è stata fondamentale per la mia vita», ha detto in un italiano perfetto, prima di rivolgere un ringraziamento particolare a Luca Maggitti e a tutti coloro che hanno condiviso con lui quell’esperienza, dentro e fuori dal campo. «Roseto è stato un posto speciale per chi, come me, usciva dal college per la prima volta fuori dagli USA».
Un legame che, secondo la presidente del Consiglio comunale Gabriella Recchiuti, dimostra come lo sport possa diventare qualcosa di molto più grande di una competizione.
«Lo sport può essere molto più di una partita e la musica può diventare un ponte – ha affermato Recchiuti –. La vicenda di Brandon Sherrod ne è una testimonianza particolarmente bella. Ha saputo mettere in dialogo mondi apparentemente diversi, trasformando la sua esperienza a Roseto in un’occasione di incontro, condivisione e solidarietà. Oggi consegniamo una Rosa d’argento, ma soprattutto celebriamo una storia umana che continua a parlare alla nostra comunità».
Particolarmente sentito anche l’intervento dell’assessore Gianni Mazzocchetti, che ha ricordato il rapporto speciale costruito da Sherrod con la tifoseria rosetana. «Dieci anni fa ero in Curva Nord e Brandon è stato uno dei beniamini che abbiamo amato di più. Non soltanto per quello che faceva sul campo, ma anche per la sua capacità di essere “dentro” la rosetanità. Era uno di noi. E quando un giocatore riesce a diventare parte della comunità che rappresenta, il suo ricordo va inevitabilmente oltre il tempo e oltre le stagioni».
A rendere ancora più speciale la cerimonia è stato il momento finale. Dopo la consegna della Rosa d’argento da parte del sindaco Nugnes e della presidente Recchiuti, Sherrod ha preso il microfono e ha regalato ai presenti una breve esibizione a cappella di «You’re Beautiful».
Pochi istanti, ma sufficienti a riportare la memoria alla stagione rosetana e soprattutto alle atmosfere di Italian Journey, quando il basket e la musica si erano incontrati dando vita a un'esperienza rimasta nel cuore di tanti.
È stato il finale più simbolico per una mattinata dedicata a un uomo che, arrivato a Roseto come giovane giocatore americano, è riuscito a lasciare un segno che va ben oltre le statistiche e i risultati sul campo.
A dieci anni di distanza, Roseto ha così restituito a Brandon Sherrod una parte di quell’affetto che lui aveva saputo conquistare allora: non soltanto come atleta, ma come persona diventata, nel tempo, parte della comunità.