Il provvedimento
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di Tito Di Persio

CAMPLI. Un Consiglio comunale straordinario e aperto per fare chiarezza sui fondi destinati alla messa in sicurezza del versante Siccagno e chiedere, se necessario, l’intervento sostitutivo fino alla nomina di un commissario ad acta. È l’iniziativa annunciata dal gruppo consiliare Svolta Campli sulla situazione di Castelnuovo.
«I cittadini di Castelnuovo avevano chiesto di essere ascoltati. Da oggi quella richiesta non può più essere ignorata», afferma il gruppo.
Il 18 agosto il Comitato “Castelnuovo nel cuore”, presieduto da Vincenzo Di Meglio, aveva chiesto la convocazione dell’assise. Il 26 agosto Svolta Campli ha fatto propria la richiesta, depositandola con le firme di oltre un quinto dei consiglieri assegnati. Secondo il gruppo, il Consiglio dovrà ora essere convocato entro venti giorni.
«Non è una concessione del Sindaco Federico Agostinelli: è un obbligo di legge. E in quella sede l’Amministrazione dovrà spiegare pubblicamente come sia stato possibile arrivare, dopo otto anni, a questo punto».
Il nodo dei 6,8 milioni e dei fondi già trasferiti
Al centro della vicenda c’è l’intervento per la messa in sicurezza del versante, il cui iter parte nel 2018. Il finanziamento è successivamente salito a 6,8 milioni di euro, mentre circa 2 milioni sarebbero già stati trasferiti al Comune come anticipazione. A distanza di otto anni, sottolinea Svolta Campli, il cantiere non è ancora partito.
L’opposizione chiede quindi di conoscere nel dettaglio la situazione delle risorse: quanto sia stato incassato, quanto impegnato e pagato e, soprattutto, quale somma sia oggi effettivamente disponibile per realizzare l’opera.
«A questo punto non bastano più rassicurazioni. Servono risposte. La prima riguarda proprio i fondi: dove sono oggi i circa 2 milioni di euro già incassati e sono ancora integralmente disponibili per la realizzazione dell’opera?».
Una questione che il gruppo lega anche alla situazione finanziaria dell’ente, ricordando che il Comune ha chiuso il rendiconto 2025 con un fondo di cassa pari a zero ed è entrato nella procedura di riequilibrio finanziario.
Otto anni di ritardi, Svolta Campli: «Procedura fuori dall’impasse»
Nel corso degli anni, ricostruisce l’opposizione, si sarebbero accumulati avvicendamenti nella responsabilità del procedimento, contenziosi sulla gara, cambi di incarico e criticità organizzative. A questi si aggiungerebbe oggi la necessità di nuovi rilievi, poiché nel frattempo sarebbe mutato lo stato dei luoghi.
«Non è più sufficiente attribuire tutto alla burocrazia, ai ricorsi o alle difficoltà tecniche. Dopo otto anni occorre prendere atto che questa procedura deve essere portata fuori dall’impasse».
Da qui la decisione di presentare un ordine del giorno per chiedere al Commissario straordinario Sisma 2016 e all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione di valutare l’attivazione dei poteri di vigilanza e degli eventuali interventi sostitutivi previsti dall’ordinamento, arrivando, se necessario, alla nomina di un commissario ad acta che conduca l’opera fino all’approvazione del progetto esecutivo e alla consegna dei lavori.
«Non chiediamo il commissariamento per fare polemica. Lo chiediamo perché dopo otto anni l’unica priorità deve essere aprire il cantiere».
Invitati Castelli e Mariani
Svolta Campli ha chiesto inoltre la partecipazione al Consiglio del Commissario straordinario Guido Castelli e del presidente della Commissione di Vigilanza regionale Sandro Mariani. Prima della seduta, il gruppo vuole che siano messi a disposizione dei consiglieri tutti gli atti, i verbali e i pareri relativi alla vicenda.
L’obiettivo dichiarato è arrivare in aula con numeri e documenti e ottenere una tempistica certa per l’avvio dell’intervento.
«Il Sindaco Agostinelli dovrà spiegare come sia stato possibile arrivare fin qui: otto anni, 6,8 milioni di euro di finanziamento, circa 2 milioni già incassati e nessun cantiere».
E la conclusione del gruppo è netta: «Se l’Amministrazione non è riuscita a sbloccare l’opera in otto anni, è arrivato il momento che intervenga chi può farlo. Questa volta il silenzio non basterà. I venti giorni li conta la legge. Castelnuovo, invece, aspetta già da otto anni».