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Natura

Prati di Tivo, la prima neve accende la montagna ma non gli impianti. Per D’Angelo arriva il momento delle risposte

Il problema non riguarda soltanto gli appassionati dello sci. Dietro gli impianti fermi ci sono strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e famiglie che hanno investito sulla montagna e che non possono continuare a programmare il proprio futuro sulla base delle speranze

Prati di Tivo, la prima neve accende la montagna ma non gli impianti. Per D’Angelo arriva il momento delle risposte
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. La natura ha fatto la sua parte, la politica deve ancora dimostrare di saper fare la propria. Tra il primo e il 2 novembre la neve ha fatto la sua comparsa sui Prati di Tivo, imbiancando il paesaggio del Gran Sasso e ricordando che l'inverno è ormai alle porte. Uno spettacolo suggestivo che, però, rischia di trasformarsi nell'ennesima occasione perduta per il turismo montano teramano.

Mentre la montagna si prepara alla stagione fredda, sul futuro degli impianti sciistici continuano a pesare interrogativi senza risposte definitive. La breve parentesi positiva dell'estate, con la riattivazione della seggiocabinovia, non ha risolto le criticità che da tempo condizionano il comprensorio.

Il nodo più delicato riguarda la sicurezza, in particolare le opere di protezione dalle valanghe, indispensabili per consentire lo svolgimento delle attività sciistiche. A questo si aggiungono le incertezze amministrative, le questioni economiche ancora irrisolte e la necessità di individuare una gestione capace di garantire continuità.

Il tempo, intanto, si riduce. Organizzare una stagione invernale richiede programmazione, investimenti, personale e certezze che, almeno per il momento, sembrano mancare.

Sul piano politico e istituzionale, gli occhi sono puntati sul presidente della Provincia di Teramo, Camillo D'Angelo, chiamato a dare risposte concrete sul futuro della stazione sciistica. Una partita importante anche per la credibilità della sua azione amministrativa, dopo mesi di annunci, trattative e soluzioni provvisorie.

Il problema non riguarda soltanto gli appassionati dello sci. Dietro gli impianti fermi ci sono strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e famiglie che hanno investito sulla montagna e che non possono continuare a programmare il proprio futuro sulla base delle speranze.

La prima nevicata dovrebbe rappresentare una buona notizia per l'intero territorio. Invece, ai Prati di Tivo, riapre soprattutto una domanda: quest'inverno si potrà finalmente sciare?

La neve è arrivata. Adesso si attendono le decisioni, perché il Gran Sasso non può continuare a offrire soltanto splendide cartoline di una montagna che rischia di rimanere senza futuro turistico.