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di Redazione Teramo

TERAMO. Una città che punta sempre più su sagre, street food e manifestazioni enogastronomiche, ma che rischia di smarrire una progettualità di lungo periodo. È la riflessione della associazione Innova che accompagna le critiche rivolte all'amministrazione comunale, accusata di concentrare gran parte delle proprie energie sull'organizzazione di eventi temporanei, trascurando temi ritenuti strategici per il futuro del capoluogo.
Nel mirino finiscono l'imminente Festival delle Rustell al Parco Fluviale e la Fiera dell'Agricoltura dedicata alla porchetta, già ospitata nei mesi scorsi. Secondo i critici, Teramo starebbe finendo per competere con i piccoli centri dell'entroterra sul terreno delle sagre, rinunciando invece a valorizzare la propria identità di capoluogo di provincia.
A suscitare perplessità anche il previsto sostegno economico alle prove della Notte dei Serpenti, con uno stanziamento superiore ai 70 mila euro per un evento che avrà la sua serata conclusiva a Pescara. Una scelta che, secondo i detrattori, rischierebbe di accentuare la marginalità culturale di Teramo nel panorama regionale.
Tra gli esempi citati anche quello dei Giardini dei Tigli, recentemente trasformati in sede di uno street food, con inevitabili ripercussioni, secondo alcuni operatori, sulle attività commerciali cittadine che sostengono costi fissi e occupazione stabile.
Ma le contestazioni di Innova riguardano soprattutto le priorità amministrative. Mentre si moltiplicano appuntamenti e iniziative ricreative, restano aperti diversi interrogativi sul fronte della qualità della vita e dell'inclusione sociale. Tra questi, viene richiamato il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), considerato uno strumento fondamentale per rendere la città più accessibile, così come vengono sollevate domande sul futuro delle frazioni, sulla rigenerazione urbana, sull'utilizzo degli spazi pubblici e sulle politiche rivolte alle fasce più fragili della popolazione.
«Le tradizioni popolari rappresentano una ricchezza e meritano di essere valorizzate – è la posizione espressa – ma un capoluogo di provincia deve saper guardare oltre, investendo su cultura, sociale, innovazione, accessibilità e sviluppo urbano».
Il tema, in sostanza, resta quello di una visione complessiva della città: da una parte gli eventi e l'intrattenimento, dall'altra la necessità di costruire una strategia capace di immaginare il futuro di Teramo oltre il calendario delle feste.