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Casa della Comunità a carburante: a Roseto il taglio del nastro più caro e inquinante

L'Asl di Teramo ha inaugurato la Casa della Comunità di Roseto degli Abruzzi, ma la struttura è ancora priva dell'allaccio alla rete elettrica.

Casa della Comunità a carburante: a Roseto il taglio del nastro più caro e inquinante
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. La nuova sanità territoriale passa dalle Case della Comunità, strutture individuate dal Pnrr come punto di riferimento per i cittadini e destinate a garantire servizi medici, infermieristici e socio-assistenziali con l'obiettivo di alleggerire la pressione sugli ospedali e assicurare una presa in carico continua dei pazienti più fragili.

Proprio nel rispetto delle scadenze previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, l'Asl di Teramo ha inaugurato la Casa della Comunità di Roseto degli Abruzzi, ma la struttura è ancora priva dell'allaccio alla rete elettrica. Per garantire il funzionamento degli impianti si è quindi fatto ricorso a un generatore alimentato a carburante.

Da un atto pubblico emerge inoltre che è stato disposto un versamento cauzionale di 25 mila euro, richiesto dal Comune di Roseto degli Abruzzi quale garanzia per il ripristino del suolo pubblico, necessario per ottenere l'autorizzazione agli scavi indispensabili alla realizzazione dell'allaccio elettrico. Un passaggio che consentirà di procedere con le opere necessarie all'alimentazione definitiva della struttura sanitaria.

Nel frattempo, però, l'immagine simbolo del taglio del nastro resta quella di una Casa della Comunità inaugurata grazie a un gruppo elettrogeno: una soluzione temporanea che trasforma quella che dovrebbe rappresentare la sanità del futuro dal costo energetico quotidiano elevato e dall'impatto ambientale tutt'altro che trascurabile.